Roma - ''Non credo che ci sia nessuna discriminazione, ma che sia una cosa logica e doverosa a vantaggio dei bambini e delle maestre''. Silvio Berlusconi , parlando a un convegno a Montecitorio per la 'Giornata nazionale dei diritti dell'infanzia', difende le cosiddette 'classi ponte' per i bambini stranieri che non conoscono l'italiano.
Il premier assicura che si tratta di una scelta di ''buon senso. L'insufficiente conoscenza della lingua italiana fa sì che l'insufficienza dei bambini stranieri sia tripla rispetto a quella degli alunni italiani. Perciò - dice il Cavaliere - abbiamo pensato a questa mozione, seguendo tra l'altro l'esempio di altri Paesi e abbiamo deciso di fare non classi separate ma tese all'insegnamento dell'italiano''. "Il decreto Gelmini - aggiunge - contiene una serie di innovazioni di buonsenso, invece avete visto come è stato accolto".
D'accordo con Berlusconi la vicepresidente della Commissione Infanzia Gabriella Carlucci, per la quale "quello dell'inserimento dei bambini immigrati è un problema reale e va risolto immediatamente''. ''La sinistra, come al solito - attacca -, sa fare soltanto becera propaganda e irresponsabile disinformazione''.
Soddisfatto per le parole del premier il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota. ''Le classi di inserimento - spiega - sono una proposta di buon senso che dovrà servire a bambini, ragazzi e insegnati per facilitare il processo di integrazione. Chi dice che sono discriminatorie è prigioniero di una vuota ideologia e non vuole risolvere i problemi''. ''Anche alla luce di quanto dichiarato dal presidente Berlusconi - conclude Cota - siamo certi che il ministro Gelmini darà attuazione alla nostra proposta che esprime la volontà di tutta la maggioranza''.
Ma il Pd attacca. "Le classi ponte sono un'aberrazione dal punto di vista culturale, una sciocchezza dal punto di vista didattico", sottolinea il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. "Dal punto di vista didattico è ridicolo sostenere che per imparare la lingua italiana bisogna isolare i bambini stranieri dagli altri italiani. Sarebbe come dire - insiste - che per imparare l'inglese è meglio stare a Roma, piuttosto che a Londra. Ridicolo. Un'aberrazione dal punto di vista di vista culturale perché ghettizzare le minoranza è un atto scellerato di discriminazione. Nessuno si lamenti più degli atti di razzismo e intolleranza se poi è chi governa che prospetta modelli basati su schemi di apartheid".(Adnkronos/Ign) |