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Marted́ 9 Febbraio - Oggi si festeggia
 
PRIMA LEX
Tra i punti chiave della riforma l'introduzione di quattro tipi di istanze per i ricorsi civili in Cassazione e le sanzioni per chi allunga i procedimenti con condotte dilatorie.

PASSA LA RIFORMA DEL PROCESO CIVILE AL SENATO. PI DI 5 MILIONI DI PROCESSI PENDENTI.

Roma  - "Si tratta di una vittoria straordinaria che assicura una forte accelerazione dei giudizi, snellendone le varie fasi e garantendo una decisione piu' rapida delle controversie. In quest'ottica, la riforma assicura una migliore efficienza dell'attivita' giurisdizionale e introduce strumenti alternativi per la risoluzione delle liti rispetto al ricorso al giudice".

Cosi' il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, commenta l'approvazione al Senato della riforma che razionalizza il processo civile. Il provvedimento ora torna alla Camera, che lo aveva gia' approvato lo scorso ottobre, perche' palazzo Madama ha introdotto alcune modifiche.
I punti qualificanti della riforma, sintetizza il ministero in una nota, riguardano: "L'introduzione dello strumento della mediazione civile, finalizzato a una conciliazione stragiudiziale delle parti; l'inserimento del processo sommario di cognizione, piu' snello e alternativo al rito ordinario; la semplificazione dei riti attraverso la riconduzione di tutti i procedimenti ai tre modelli processuali previsti dal codice di procedura civile (rito ordinario di cognizione, rito del lavoro, rito sommario di cognizione), la soppressione del farraginoso rito societario e l'applicazione del rito ordinario per le cause in materia di sinistri stradali.
E, ancora, "l'introduzione di un filtro per l'ammissibilita' dei ricorsi in Cassazione al fine di deflazionare il carico di lavoro del giudice di legittimita', ponendolo in linea con gli standard europei e internazionali; la previsione di uno strumento di coercizione nei confronti del debitore per ogni giorno di inadempienza di alcune tipologie di obbligazioni; l'inserimento di sanzioni processuali a carico di chi ritarda, con il proprio comportamento, la conclusione del processo; la previsione di ulteriori misure per l'efficienza del processo civile, quali l'aumento delle competenze del giudice di pace, la semplificazione della fase di decisione delle controversie, la riduzione dei tempi per il compimento dei singoli atti processuali e la prova testimoniale scritta, previo accordo tra le parti".
Sono 5.425.000 i procedimenti civili pendenti in Italia, secondo i dati forniti dal ministro della Giustizia. Su questa enorme mole di procedimenti in atto vuole incidere la riforma del processo Civile, tenuto conto che, come riferiva Alfano a fine gennaio, "il vero dramma e' che il sistema non solo non riesce a smaltire questo spaventoso arretrato, ma arranca faticosamente senza riuscire neppure ad eliminare un numero almeno pari ai sopravvenuti, cosi' alimentando ulteriormente il deficit di efficienza del sistema. Sia nel settore civile che in quello penale (3.262.000 procedimenti, ndr) il numero dei definiti rimane costantemente inferiore ai sopravvenuti".
"Il trascorrere degli anni ha segnato una tendenza di base al progressivo aumento delle sopravvenienze che sono passate da 3.665.479 del 2001 alle 4.577.594 del 2007. All'incremento non e' corrisposta una pari tendenza alla definizione di tali sopravvenienze", sottolineava poi Alfano. Inoltre, "un secondo fattore che incide sull'inefficienza del sistema e' quello relativo alla durata media dei processi in ciascun settore", rilevava Alfano, evidenziando che la giacenza media dei procedimenti ordinari e' pari a circa 960 giorni per il primo grado ed a 1.509 giorni per il giudizio di appello". (Adnkronos)

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