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Marted́ 9 Febbraio - Oggi si festeggia
 
SCUOLA E FAMIGLIA

RIFORMA GELMINI, CAMBIA LA SCUOLA SUPERIORE: PREVISTI SEI LICEI, AL VIA DA 2010 - 2011

Via libera alla riforma dei licei. Il consiglio dei ministri ha approvato oggi, in prima lettura, il riordino di questo ramo della scuola secondaria superiore. Da 400 indirizzi si passa a 6 licei con 10 opzioni per gli studenti. Due le new entry: il liceo musicale e coreutico e il liceo delle scienze umane. Il nuovo modello partirà gradualmente, coinvolgendo dall'anno scolastico 2010-2011 le prime e le seconde classi; entrerà a regime nel 2013.
La riforma - che stravolge un impianto che risale alla legge Gentile del 1923 - spazza via gli attuali 396 indirizzi sperimentali, i 51 progetti assistiti dal ministero e le tantissime sperimentazioni attivate e propone sei licei: il liceo artistico, articolato in tre indirizzi (arti figurative, architettura-design-ambiente, audiovisivo-multimedia-scenografia); il liceo classico (sarà introdotto l'insegnamento di una lingua straniera per l'intero quinquennio); il liceo scientifico (oltre al normale indirizzo le scuole potranno attivare l'opzione scientifico-tecnologica, dove 'salta' il latino); il liceo linguistico (tre lingue straniere, dalla terza liceo un insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera e dalla quarta liceo un secondo insegnamento sarà impartito in lingua straniera); il liceo musicale e coreutico, articolato appunto nelle due sezioni musicale e coreutica (inizialmente saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche); infine, il liceo delle scienze umane che sostituisce il liceo sociopsicopedagogico portando a regime le sperimentazioni avviate negli anni scorsi (le scuole potranno attivare un'opzione sezione economico-sociale, dove non è previsto lo studio del latino). Il latino è presente come insegnamento obbligatorio nel liceo classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane e come opzione negli altri licei. E' previsto un incremento orario della matematica, della fisica e delle scienze "per irrobustire - spiega il ministero - la componente scientifica nella preparazione liceale" degli studenti (gli insegnamenti di fisica e scienze possono essere attivati dalle istituzioni scolastiche anche nel biennio del liceo classico). C'é un potenziamento delle lingue straniere con la presenza obbligatoria dell'insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia. Le discipline giuridiche ed economiche si studieranno sia nel liceo scientifico (opzione tecnologica), sia nel liceo delle scienze sociali (opzione economico-sociale) mentre negli altri licei potranno essere introdotte attraverso la quota di autonomia. Infine, "per essere al passo con l'Europa", è previsto l'insegnamento, nel quinto anno, di una disciplina non linguistica in lingua straniera. Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel secondo biennio e nel 5° anno, ad eccezione del classico (31 ore negli ultimi tre anni), dell'artistico (massimo 35), musicale e coreutico (32). ansa

 

IT">AGGIORNAMENTI:

 

 

ROMA  - Dal prossimo anno scolastico la scuola superiore italiana, cristallizzata per decenni, volta pagina. Si comincera' dalle prime classi e le novita' coinvolgeranno licei, istituti tecnici e professionali, con un ripensamento dei quadri orari, un irrobustimento di matematica e scienze e un deciso sfoltimento degli indirizzi. La riforma prevede uno sfoltimento degli indirizzi di studio: i licei diventeranno 6 (dagli attuali 450 indirizzi tra sperimentazioni e progetti assistiti), gli istituti tecnici da 10 con 39 indirizzi scenderanno a 2 con 11 indirizzi, i professionali da 5 corsi e 27 indirizzi saranno snelliti a 2 corsi e 6 indirizzi.

Molto soddisfatto della riforma il premier Berlusconi: ''Le superiori necessitavano di una riforma perche', secondo quanto ci dichiarano tutte le imprese e le associazioni, la scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro. Con queste riforme dal prossimo anno scolastico avremo delle scuole che possono essere comparate a quelle degli altri paesi europei. Ci avevano accusato di voler tagliare e ridurre il tempo pieno nella scuola mentre i dati attestano che ci sono 50 mila alunni in piu' che usufruiscono della maggiore frequenza nelle aule''.

''La riforma dell'istruzione tecnica per la prima volta colloca questo segmento di istruzione non in serie B'' ha sottolineato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. ''Il riordino dell'istruzione tecnica- ha aggiunto -e' una delle risposte piu' efficaci alla crisi economica. Nel nostro Paese la disoccupazione e' inferiore alla media europea, ma le difficolta' riguardano tanti giovani''.

FIORONI A PREMIER, SCUOLA NON 'SFORNA' RAGAZZI LI FORMA  - "La scuola superiore, caro presidente, non 'sforna' ragazzi come da lei testualmente affermato, la scuola ha il compito di formarli ed educarli". E' la replica di Giuseppe Fioroni, responsabile Welfare del Pd, a Silvio Berlusconi. "Spiace osservare - ha aggiunto riferendosi a quanto dichiarato dal Premier a proposito della riforma delle superiori - cosa sia diventata la scuola nelle parole, dunque anche nel pensiero, del presidente del consiglio". "Possiamo discutere su quanto questa formazione sia adeguata - ha proseguito Fioroni, ma non possiamo offendere chi ogni giorno nella scuola ci lavora con passione educando i nostri figli. Quello che è certo, invece, è che fare della scuola il bancomat del governo, approvando tagli di ore e di personale per fare cassa e camuffando tutto sotto la parola 'riforma' è solo un altro modo per umiliarla". "Per fare riforme serie servono risorse vere: il tornio non diventa un laboratorio di elettronica con la bacchetta magica. E voi su questa riforma non avete messo un euro. Più che di riforma, sarebbe il caso di parlare - ha concluso l'ex titolare del dicastero di viale Trastevere - di un'operazione al ribasso sulla pelle degli studenti. Le parole, presidente, sono importanti. Non solo a scuola".

LA RIFORMA IN PUNTI

LICEI - Si passa da quasi 450 indirizzi (tra sperimentali e progetti assistiti) a sei licei: classico, scientifico, linguistico, artistico (articolato in sei indirizzi per facilitare la confluenza degli attuali istituti d'arte e garantire continuità ad alcuni percorsi di eccellenza), musicale e delle scienze umane (questi due ultimi licei sono vere new entry). Nel classico verrà introdotto l'insegnamento di una lingua straniera per l'intero quinquennio, potenziando anche l'area scientifica e matematica. Nello scientifico tradizionale è aumentato il peso della matematica e delle discipline scientifiche; è prevista una nuova opzione delle "scienze applicate" che raccoglie l'eredità della sperimentazione scientifico-tecnologica. Il linguistico prevederà sin dal primo anno l'insegnamento di tre lingue straniere, dal terzo anno una materia sarà impartita in lingua straniera (dal quarto anno le discipline insegnate in lingua straniera diventeranno due). Nel liceo musicale saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche; potranno essere attivate in convenzione con conservatori e accademie di danza. Il liceo delle scienze umane sostituisce il liceo sociopsicopedagogico ed è prevista la possibilità di attivare una sezione economico-sociale. Tra le altre novità introdotte per i licei, oltre a un incremento orario della matematica, della fisica e delle scienze, c'é la presenza obbligatoria dell'insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni con almeno 99 ore annuali ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia, la presenza delle discipline giuridiche ed economiche nel liceo delle scienze umane, nell'opzione economico-sociale e negli altri licei attraverso la quota di autonomia (20% nel primo biennio e nell'ultimo anno e del 30% nel secondo biennio), insegnamento nel quinto anno di una materia in lingua straniera, latino obbligatorio nei licei classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane e negli altri previsto come opzione. Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 negli anni successivi con alcune eccezioni (nel liceo classico negli ultimi 3 anni sono previste 31 ore per rafforzare la lingua straniera; nell'artistico fino a 35 ore e nel musicale fino a 32 ore).
ISTITUTI TECNICI - Da 10 settori e 39 indirizzi si passa a 2 settori - economico e tecnologico - e 11 indirizzi. Tutti gli attuali corsi e le relative sperimentazioni confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento. L'orario settimanale sarà di 32 ore di 60 minuti (ora sono 36 ore di 50 minuti). Sono previsti più laboratori: negli indirizzi del settore tecnologico 264 ore nel biennio e 891 nel triennio. Ulteriori risorse di personale saranno assegnate alle scuole per potenziare le attività didattiche di laboratorio. I nuovi istituti sono caratterizzati da un'area di istruzione generale comune ai due percorsi e in distinte aree di indirizzo legate al mondo del lavoro e al territorio. Avranno, inoltre, a disposizione ampi spazi di flessibilità (30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno) in aggiunta alla quota del 20% di autonomia di cui già godono le scuole per valorizzare settori produttivi strategici (cartario, costruzioni aeronautiche, ecc..). Sono state incrementate le ore di inglese (con la possibilità di studiare altre lingue) e favorita la diffusione di stage, tirocini e l'alternanza scuola-lavoro.
ISTITUTI PROFESSIONALI - Da cinque settori e 27 indirizzi si passa a 2 macro-settori - servizi e industria/artigianato - e 6 indirizzi. I professionali avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione (ora 36). Avranno maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici (25% in prima e seconda classe, 35% in terza e quarta, 40% in quinta, in aggiunta al già previsto 20% di autonomia). Il percorso è articolato in due bienni e un quinto anno. Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale. Anche in questo comparto di istruzione sono previsti più laboratori, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro per apprendere, soprattutto nel secondo biennio e nel quinto anno, attraverso l'esperienza diretta. ansa

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