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Marted́ 9 Febbraio - Oggi si festeggia
 
JUVE CASERTA

FROSINI INDICA LA NUOVA STRADA

CASERTA - La delusione si taglia col coltello. Duro inghiottire un boccone amaro come quello di domenica. Ancora contro Roma, ancora nel finale. Come all’andata. Davvero troppo per digerirlo in fretta. Caserta ha scoperto per 37 minuti di buona pallacanestro possono non bastare contro squadre di prima fascia. Ai punti, secondo una valutazione pugilistica la Eldo avrebbe alzato il braccio e festeggiato la vittoria, ma il basket è un’altra cosa. E nell’ambiente casertano, umorale come pochi, monta ora il malumore, il pessimismo ai limiti dell’allarmismo. Le due trasferte in Lombardia fanno tremare le vene ai polsi: prima Cantù, poi Milano, con la coda della classifica ora distante appena 4 punti.Nell’amara domenica sera del Palamaggiò si è distinta ancora la figura di Alessabdro Frosini, uno degli elementi dal rendimento più costante all’interno dell’altalenante stagione bianconera. Minuti di qualità, quelli che il capitano regala alla squadra: rimbalzi, lay- up, qualità difensiva, capacità unica di leggere le situazioni sui due lati del campo. In una parola: esperienza.
«Conta poco quello che fa un singolo se poi la squadra non vince - ammette il 36enne centro senese - purtroppo abbiamo avuto contro una serie di episodi nel finale che ci sono costati la gara, un po’ come accadde all’andata».
Guardiamo all'ultimo quarto vissuto contro la Lottomatica: avete concesso loro troppi rimbalzi offensivi, è innegabile. «Fino a quattro minuti dalla fine l’inerzia della gara era nelle nostre mani. Stavamo lottando su tutti i palloni, fino a quando qualcosa è cambiato. Ci sono stati, a mio parere, tiri presi fuori ritmo, troppe forzature, specie dalla lunga distanza. Forse la soluzione ideale sarebbe stata quella di utilizzare maggiormente le penetrazioni, situazione che ci aveva dato buoni per quasi tutta la partita. Roma è stata cinica, utilizzando una panchina lunghissima, e capitalizzando la buona serata di Jaaber, Hutson e Datome. Armi necessarie a gonfiare le vele della loro rimonta».
Prossima tappa Cantù, non proprio un campo semplice.«Loro stanno facendo un buon campionato, anche se non sempre sono riusciti ad essere costanti - continua il capitano bianconero -. Andremo lì per vincere, per ribaltare la sconfitta rimediata all’andata e, soprattutto, con l’intento preciso di ritrovare la verve di prima. Non è facile cancellare le ultime sconfitte, non vogliamo uscire di scena, anzi. Dobbiamo e vogliamo tornare ad essere protagonisti di questo torneo, dobbiamo schiarirci le idee e riprendere a giocare come abbiamo fatto in molte occasioni».
La Eldo paga un basso tasso d’atletismo?«Credo che la pallacanestro oggi sia diventata molto fisica, in tutti i ruoli. Caserta, però, ha dimostrato di saper fare anche a sportellate quando occorre, sia sotto le plance, sia con gli esterni.
Piuttosto direi che siamo consapevoli di dover migliorare nella gestione degli ultimi possessi. Il segreto è quello di individuare con esattezza l'uomo più in forma che può far canestro. Domenica scorsa, ad esempio, forse era Slay il giocatore da ricercare nei momenti finali. E’ vero, le percentuali da tre sono basse: vedi Avellino, vedi Roma. Solo il lavoro in palestra e sul parquet ci aiuterà a migliorare. Dobbiamo essere più bravi a sfruttare le debolezze degli avversari».
Cantù: forte sul perimetro, competitiva sotto canestro. Insomma, una brutta gatta da pelare.«Ricordo che all’andata alcuni giocatori ci fecero davvero male. Io terrei d’occhio Helder, Toure e Mazzarino. E chiuderei con l'ex Biella Pinkney ed i suoi 108 rimbalzi catturati fino ad oggi». fonte: gazzetta caserta

 
 
 
 
 
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