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Napoli e Juve: inizio alla grande, Inter: subito segnale di arresto

(Enzo Toscano)     Si parte con la prima che poi sarebbe la seconda (se non avete capito, calcolate al netto dello sciopero …); sono i campioni in carica del Milan ad aprire le danze venerdì sera, con un gradevole incontro contro la sorprendente Lazio, squadra quella laziale destinata a diventare una gradevole mina vagante in questo campionato. Al Milan le attenuanti generiche, visto che quello poi visto nella ripresa è lo squadrone di bel noto spessore, con il supplemento di un eccellente Cassano. Chi ci delizia nel sabato calcistico è soprattutto il Napoli, 3-1 ad un Cesena che ha ottimamente resistito fin quando ha potuto, salvo poi arrendersi alle entusiasmanti trame di gioco, disegnate sul campo ed attuate con eccellente forza atletica da una squadra che, alla già pregevole equipe dell’anno scorso, ha aggiunto a centrocampo quel pc portatile che si chiama Inler, non a caso fortemente cercato in estate dalle squadre più famose del continente. Il Napoli soprattutto nel secondo tempo con l’ingresso di un Hamsik in gran forma, ha fatto vedere quel calcio che la indirizza verso un campionato di vertice. La Juve passeggia contro il Parma , che alla fine chiude sul 4-1; nei bianconeri eccelle la prova del “giovanissimo ultratrentenne” Pirlo, faro della nazionale non a caso, che ha lasciato il Milan alla ricerca di nuove sensazioni, e che ha rimodellato il cervello dello schieramento juventino sui suoi millimetrici lanci. La Juve, protagonista di una più che positiva prova, andrà subito rivista perché, a nostro avviso, il Parma ha fortemente deluso, dimostrandosi una squadra di una leggerezza sconcertante. E andiamo alle “note dolens”, e qui subito impattiamo frontalmente con l’ incredibile prova dell’Inter, che aldilà del frizzante risultato sempre in bilico, 4-3, rimedia la sconfitta in una maniera a dir poco inquietante. Gioco e piccoli spezzoni di vera qualità, difesa imbarazzante, ed i neo acquisti Forlan ma soprattutto Zarate, in giornata negativa. Ripensando all’addio di Eto’o, a Pazzini, Ranocchia e Sneijderin in panchina, la quasi inesistenza sintonia di Gasperini con tutto l’ambiente, fossimo i tifosi dell’Inter ci metteremmo in critica attesa, prospettando quanto (molto modestamente) ebbi a dire non molto tempo fa, esprimendo pareri molto preoccupati sui nerazzurri. Bravissimi i calciatori del Palermo, i cui travagli di panchina targati Zamparini, ha portato inaspettatamente alla ribalta l’allenatore in seconda “facente funzione”, Denis Mangia, giovanissimo ma estremamente preparato; sentiremo molto parlare di lui (Zamparini permettendo). La Roma, dopo tutte le problematiche societarie poi risolte, la rivoluzione della rosa, l’arrivo del giovane Luis Enrique in panchina, le polemiche di Totti, il brutto precampionato culminato con l’esclusione dalla Coppa Europea, naturalmente inizia scivolando sul bagnato, con una brutta scoppola casalinga 1-2 subito da un Cagliari parso, a mio avviso, una buona squadra ma niente di più. Brutta gara, gioco improvvisato e scarsa propensione ad una seppur elementare impostazione di gioco. Naturalmente a Roma, sponda giallorossa, i mugugni iniziano a diventare urla. Il giovane Enrique, sulla cui preparazione professionale non abbiamo dubbi, ha però assemblato, in partecipazione con la società, una campagna acquisti di dubbia qualità. Anche qui, fermo restando la possibilità di ampia e positiva conversione, esprimiamo negative considerazioni.  L’Udinese (ecco un esempio di eccellente rivoluzione di organico), continua ad esprimere incondizionatamente quel solito gioco che affascina il vero amante del calcio. 2-0 ad un Lecce tutto da rivedere. Pensavamo (e continuiamo a pensare) che il Bologna con l’acquisto in porta di Gillet (tra i migliori numeri uno in circolazione) e di Diamanti, fosse di una larga spanna superiore a quello dell’anno scorso, e che all’esordio di Firenze avrebbe fatto risultato contro i poco considerati viola; invece le parti allo stadio toscano si sono invertite, ed il 2-0 per i viola resta più che meritato, con il solito super Gilardino. Poco mi convince la panchina bolognese di Bisoli. Pari con reti e spettacolo tra Genoa e Atalanta 2-2; per entrambi, e soprattutto per la “punita” Atalanta; un punto che smuove la classifica. Occhio al minuscolo e micidiale attaccante argentino degli orobici, quel Moralez (doppietta) di cui sentiremo spesso il nome in questo campionato. Lo stesso 2-2 che caratterizza lo scontro tra Chievo e la neopromossa Novara; è il sano calcio della provincia, quello per cui vale sempre la pena sognare un calcio con meno soldi e più vecchi ideali. Due squadre che lotteranno per non retrocedere, ma le grandi non avranno vita facile sui loro campi. 0-0 tra il Catania di Montella ed il Siena di Sannino; due squadre e due giovani allenatori da scoprire.  E si va verso un incredibile metà settimana di coppe, con Milan-Barcellona e Napoli-Manchester City. In più l’Inter contro i turchi del Trabzonospor ed in Europa L.  Lazio ed Udinese rispettivamente contro Vaslui e Rennes. Siamo moderatamente ottimisti.

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