Categoria: CALCIANDO Pubblicato Venerdì, 28 Ottobre 2011 05: :33 Scritto da redazione+ Visite: 135
(Enzo Toscano) Breve ma meritato regno friulano-bianconero al vertice, fino alla giornata numero nove, laddove i ragazzi di Guidolin sbarcati al San Paolo seppur privi di alcune pedine fondamentali (Di Natale), trovano un recuperato Napoli che non fa sconti in un brillante e divertente match; il 2-0 per i ragazzi di Mazzarri è meritato anche se il solito grande De Santis ha sfoggiato le solite due strepitose parate salvarisultato. Ma gli azzuri ci sono stati e le due reti di straordinaria fattura sono state un degno corollario di una gara che fa ritrovare i ragazzi azzurri quello spirito e soprattutto quella convinzione appena appannata nelle ultime gare. Per i bianconeri friulani una buona prova nella ripresa, ma la sicurezza di essere tra le signore di questo campionato, se continuano nel tranquillo proseguimento del lavoro fin qui fatto. Scambio quindi al vertice con la Vecchia Signora che nell’anticipo ha con fatica ma meritatamente risolto l’incontro contro i viola fiorentini; 2-1 con ancora Matri in rete, ma una sostanziale prova di forza ritrovata, la convinzione di una squadra che laddove impone con maggiore continuità le trame dettate da Conte e rifinite in campo da Pirlo, può affermare il pieno diritto ad un posto per la corsa allo scudetto tricolore. Gli juventini non possono vantare un gioco altamente spettacolare, anche per le caratteristiche tecniche della rosa, ma sicuramente possono trarre vantaggio dall’ortodossia tattica di Conte soprattutto se oltre a Matri regolare nel gol, anche Vucinic ritorni ad essere quel killer conosciuto a Roma e smetta di ricercare giocate impossibili. La Fiorentina vista contro la Juve, nei suoi venti minuti di ripresa, può sperare in qualcosina di più, ma qui subentra anche un ambiente ostile alla conduzione tecnica. Chi continua a stupire nella sua collocazione di damigella d’onore, seppur in coabitazione con i friulani, è la Lazio di Edy Reja, ieri stoppata in casa 1-1 dal gagliardo Catania di Montella. Squadra estremamente abile nell’impostazione e nel gioco veloce di rimessa quella laziale, che si giova sicuramente di una mano abile, pragmatica e di vecchia esperienza del suo allenatore. Ancora Klose in rete, lungagnone teutonico terribilmente pericoloso in area avversaria, con un supporto tecnico di qualità di Hernanes; ancora in ombra Cissè, ma dovesse riprendere confidenza con la proprie qualità, allora tutte la strane ombre e diffidenze che si aggirano intorno a questa squadra potrebbero essere eliminate. Chi ormai riprende la sua naturale corsa verso il vertice è il Milan, ormai a ridosso della vetta; ieri convincente e secco 4-1 al Parma con tris di Nocerino. Questo Milan riesce ad avere ormai una continuità di sfondamento a rete senza eguali, e quando non ci pensano Ibra, Pato, Cassano o Boateng (tripletta a Lecce), ecco presentarsi “l’onesto” Nocerino che ti impacchetta la tripletta. Come già ampiamente detto, vista la rosa e la complessiva qualità, questo Milan può bissare la vittoria al vertice. Unico neo è una difesa anzianotta, e talvolta superata in velocità; i dodici gol al passivo non sono pochi ed indicano chiaramente il punto debole di questa per il resto possente squadra. Non stiamo parlando di fantacalcio, ma chi naviga ancora in zona pericolo è nientemeno che l’Inter, quint’ultima in classifica. Ieri rimedia un pari 1-1 contro la super-rivelazione Atalanta, squadra che senza i -6 di penalizzazione starebbe al secondo posto. Ieri i bergamaschi si sono addirittura mangiato la vittoria se agli sgoccioli Denis non avesse sbagliato quel rigore tirandolo disastrosamente in maniera centrale sul bravo Castellazzi. Per l’Inter un enorme sospiro di sollievo che aldilà dell’ottimismo di Ranieri, non allontana assolutamente tutti i dubbi più ampi, espressi costantemente da chi scrive. Inutile ripetere: squadra anziana nei giocatori base, appagata dalle straordinarie vittorie ottenute, da rifondare completamente, e con tanti calciatori (Castaignos, Obi, Nagatomo, Jonathan, Forlan, Zarate, Chivu, Alvarez, Muntari solo per fare alcuni nomi) che non sono o non sono più da Inter. Non credo, in tutta onestà, che aldilà di una oggettiva risalita ed un campionato in ripresa, questa Inter possa essere una protagonista assoluta come la sua nobiltà calcistica impone. Cagliari, Genoa e Roma viaggiano a ridosso; le prime due con caratteristiche differenti ma classifica rispondente all’impegno profuso in campo. Il Cagliari riesce a portare a casa un punto dal campo di Cesena, con i romagnoli ormai in assoluta necessità di punti quindi già in assetto da combattimento, mentre il Genoa si prende i tre punti proprio dalla Roma che pur giocando complessivamente un palmo più in su dei rossoblù, rimedia un 1-2 alquanto indigesto, laddove i giallorossi di Luis Enrique riescono ad imporre il proprio gioco, salvo poi non concretizzare e permettere al Genoa del poco convincente Malesani, di raccogliere una inaspettata vittoria. In attesa di Palermo-Lecce, utile pareggio per smuovere la classifica del Novara 1-1 al Siena, e confortante vittoria in trasferta del Bologna a Verona 0-1. Aldilà di tutte le considerazioni squisitamente tecniche, rimane una bellisima classifica corta a tutto vantaggio di una maggiore incertezza, con la sana provincia degna protagonista a prescindere. Il calcio è più bello così.