PRIMA PAGINA ITALIANA Quotidiano di informazione

LA JUVENTUS CAMPIONE D’INVERNO. IL MILAN AD UN PUNTO IN UNA CORSA A DUE.

(Enzo Toscano)      La Juventus chiude la prima parte del campionato con l’assegnazione del titolo di reginetta d’inverno. Ancora con il record di imbattibilità, nell’anticipo non fa sconti e passa 2-0 a Bergamo; quella di Conte è una squadra di enorme pragmatismo, un autentico disel che funziona a meraviglia, avendo la capacità di un amalgama totale, strutturata su un pilastro difensivo di assoluta imperforabilità. A centrocampo “l’architetto” Pirlo disegna precise ed esatte trame su cui si accentrano le fasi di attacco che portano al gol tutto l’insieme, senza avere un preciso riferimento. Lo zero nella casella delle sconfitte dimostrano l’enorme difficoltà per le avversarie di

piegare questa “signora”, ancorché penalizzata da numerose assenze per infortuni. Ma questa Juve è una veloce ma potente falange macedone, che non lascia intravedere crepe di resistenza. Al contrario della sua estroversa inseguitrice, il Milan di Allegri, ridondante di supercampioni che però si alternano nelle fasi di forma fisica e mentale. Ma in questa squadra è presente un certo Zlatan Ibrahimovic, uno dei più potenti e completi attaccanti degli ultimi venti anni. Lo “zingaro del gol” di rapina o di classe mette a tacere qualsiasi difesa, che paiono sempre come rassegnate davanti a questo cavaliere dell’apocalisse. Il Milan ne trae vantaggio e nasconde così le varie defezioni per forma o infortuni dei vari Pato, Seedorf, Cassano, Robinho, Boateng. I rossoneri vincono senza grosse difficoltà a Novara 3-0, e mantengono ad un punto lo svantaggio ponendosi sulla scia dei bianconeri, pronti ad approfittare di altrui passi falsi. Al terzo e quarto posto si presentano l’Udinese e l’Inter, una conferma ed una sorpresa. Stano a dirsi ma la sorpresa è l’Inter, presa da Ranieri in piena zona retrocessione dopo l’incredibile inizio di campionato con Gasperini in panchina. Piega con enorme difficoltà un’ottima Lazio per 2-1, ma incamera l’ottava vittoria di seguito che la porta a sei punti dalla vetta. Ritorniamo a vedere in gran parte quell’Inter targata Mourinho, tutta potenza e astuzia con il ritorno in perfetta forma ed al gol di Milito, Maicon, sotto la guida di quel Zanetti che è l’esempio vivente del più brillante  e luminoso professionismo. Sull’Udinese (2-1 al Catania) tutto si è detto: serietà e competenza    societaria, gioco brillante e schemi veloci in un mixer di tranquillità che solo la sana provincia friulana può donare. Il girone di ritorno dovrà solo evidenziare eventualmente una ancor salda e consistente forma fisica, priva di cali di rendimento. Sono personalmente soddisfatto della Roma targata L.Enrique, tecnico giovane e preparato che ha avuto una tribolata prima parte di campionato, avendo avuto la ferma e ferrea volontà di rivoluzionare la vecchia impostazione di gioco e gli equilibri interni. La società e gran parte dei tifosi ha avuto fiducia nel tecnico e nel suo progetto che sta adesso raccogliendo i frutti del difficile lavoro; ritrovato un grande Totti si vedono risultati e bel gioco. Nell’anticipo  i giallorossi seppelliscono sotto cinque reti il Cesena, continuando una buona striscia di risultati e prestazioni. Non convince più questo Napoli, che in due partite sostanzialmente di non straordinaria difficoltà (Bologna e Siena), raccoglie solo due punti in due pareggi molto deludenti. Fortuna che ha trovato quasi per caso un Pandev sconosciuto altrove a questi livelli; nella città del Palio si è visto la solita squadra poco convincente degli ultimi tempi; era chiaro che Cavani non poteva ripetere il campionato stellare dell’anno scorso, con Maggio ed Hamsik a corrente alternata e Lavezzi con fastidiosi problemi fisici. Aggiungiamo che Inler è la fotocopia sbiadita del campione ammirato nell’Udinese, a digiuno di reti provenienti da quel suo tiro preciso e fiondante. Capitolo forse anche chiuso per la zona Champions ora deve concentrarsi sul difficile proseguimento in Coppa Campioni e puntare soprattutto sulla Coppa Italia, trofeo pur sempre di antico prestigio ormai mancante dalla sua bacheca da molti decenni,  assolutamente da non disprezzare. Zona di assoluto pericolo rosso per Novara, Lecce e Cesena, oggettivamente le più fiacche delle retrovie. Metà settimana ricco di appuntamenti di Coppa Italia (mi piace ancora chiamarla così), dove spicca un attraente Napoli-Inter. Ancora partite ad eliminazione diretta. Chi perde saluta e lascia la compagnia.

Share