Grazzanise (di Giovanna Pezzera) - ‘Ragazzi della terra di nessuno’ il libro letto e commentato in alcune classi della media ‘Gravante’ di Grazzanise ed a conclusione del percorso di lettura e studio l’attesissimo incontro con l’autore, Giovanni Solino. Referenti del progetto le docenti Chiara Sellitto e Carla Piscopo. Al tavolo con lo scrittore la referente del presidio territoriale di Grazzanise di ‘Libera’, Anna Maria Parente, e la prof.ssa Lucia Casavola che ha organizzato le numerose domande che gli alunni hanno rivolto a Solino con delle slide semplici e ‘dirette’ ma efficacissime per il loro scopo. La mattinata di Sabato 28 Febbraio è stata introdotta dal vice preside, prof. Eugenio Raimondo, che ha calcato la dicitura ‘terre di nessuno’ facendo riferimento alla situazione in cui il territorio, che comprende l’area circostante, verte a causa della tragica emergenza rifiuti (da cui si può aggiungere che non si è ancora usciti se, oltre a tutte le discariche esistenti in zona, si procede con la costruzione di ‘Maruzzella 3’). Legalità e senso civico il filo conduttore della ‘chiacchierata’ per la quale non è mancato l’intervento della dirigente scolastica, prof.ssa Itala Sterpetti, che da sempre si adopra per offrire ai suoi alunni occasioni come quella appena conclusa. Importanza dello studio, necessità di scegliere il bene e non il semplice, insegnamento del coraggio di don Peppe Diana, bisogno di uscire dalla paura perché il territorio in cui ci si muove non diventi un inferno senza ritorno, sono state alcune tra le tante tematiche toccate dalle domande formulate e dalle risposte offerte. Ha puntato molto sulle capacità e sulle possibilità di riqualificazione del territorio, Solino, dando ai ragazzi, presenti nell’Aula Magna, la speranza di poter essere attori positivi per un immediato futuro. “Possiamo cambiare e migliorare il nostro territorio, basta avere il coraggio di effettuare la scelta giusta. Se è vero che la camorra comanda è anche vero che la camorra uccide. E’ una strada senza ritorno”. Parole dirette, vissute, che hanno calamitato l’attenzione degli alunni che hanno percepito quanto i racconti presentati nel testo, e soprattutto ciò che diceva loro Solino, fossero ‘veri’, vita vera, quella stessa che porta ai bollettini di guerra degli innumerevoli telegiornali che parlano di questo territorio, patria della camorra. “Il nostro territorio ha tante potenzialità –ha ammonito Solino- siete voi, sono tutti coloro che scelgono la giustizia”. Tanta curiosità su come e perché abbia deciso di scrivere il libro e tanta, tanta attenzione verso i racconti che hanno portato alla luce la realtà semplice della quotidianità di un paese che confina con il loro e tantissimo interesse per la figura di don Diana, un prete morto perché ha parlato male della camorra, che rimarrà da esempio per i lettori di ‘Ragazzi della terra di nessuno’. |