Categoria: CHIESA Pubblicato Venerdì, 30 Settembre 2011 19: :32 Scritto da redazione+ Visite: 84
Città del Vaticano – I vescovi italiani ritornano sulla questione morale e il segretario generale della Cei mons. Crociata dichiara che le istituzioni sono compromesse da ''comportamenti impropri'' e da fenomeni ''di corruzione diffusa'', che suscitano ''amarezza di fronte ai drammi che si vivono come l'impoverimento delle famiglie, l'immigrazione e la necessità di provvedimenti economici che affrontino la gravità della crisi, cosa, quest'ultima, che ancora appare difficile nelle prospettive''.
Commentando la prolusione del cardinale Bagnasco presidente della Cei, mons. Crociata ha ribadito che non c'e' ''nessuna intenzione volta alla costruzione di un nuovo partito, non abbiamo partiti da promuovere o da organizzare''. In queste settimane, piuttosto, ha dichiarato il Segretario generale della Cei, si sta ponendo la questione di una ''una presenza cattolica attiva, partecipe e corresponsabile''.
C'e' bisogno, ha detto mons. Crociata in riferimento alle iniziative delle associazioni e dei movimenti cattolici, ''di una rinnovata presa di coscienza di questa responsabilità dei cattolici rispetto a un patrimonio di valori che il mondo cattolico rappresenta nella società italiana''.
''La Chiesa non governa, non fa i governi e nemmeno li manda a casa'' ha ribadito Crociata. Tuttavia, ha aggiunto, la Chiesa ''esprime giudizi su singoli aspetti e singoli temi, siano essi la vita la dignita' della persona e le esigenze irrinunciabili della vita sociale in tutti i suoi aspetti''. Ancora, Crociata ha sottolineato l'inopportunita' di giudizi ''sulla vicinanza della Cei rispetto a un governo o a un altro''. Si tratta di ''esprimere un senso di responsabilita' attorno a valori condivisi''.
I vescovi lanciano allarme per l'incidenza che ha la ''questione morale'', ''sull'educazione e la cultura del paese'' si sottolinea nel comunicato finale del Consiglio episcopale permanente tenutosi nei giorni scorsi a Roma. ''Il clima di insicurezza diffuso nel corpo sociale, e rafforzato dal disorientamento culturale e morale - si legge nel comunicato - ha trovato nei Vescovi interlocutori attenti, partecipi e consapevoli della responsabilita' a contribuire per farvi fronte con quella speranza certa che ha il volto di Gesu' Cristo''.
''Consapevoli del loro ruolo di pastori - prosegue il testo - essi hanno espresso preoccupazione per la situazione in cui versa il Paese e che colpisce pesantemente il mondo del lavoro e, quindi, le famiglie; hanno lamentato la fatica a reagire adeguatamente alla crisi, purtroppo accompagnata dal deterioramento del senso civico e della vita pubblica; hanno messo in guardia dall'incidenza che la questione morale ha sull'educazione e sulla cultura del Paese, veicolando una visione individualistica dell'esistenza tanto piu' superficiale, quanto piu' irresponsabile e fuorviante''.
''I valori promossi dalla Chiesa non difendono una sola parte politica ma il bene comune il bene di tutti'' ha detto ancora monsignor Crociata. In questo senso si articola anche la richiesta di una nuova presenza dei laici cattolici nella vita pubblica, ''non si tratta di sostituire la gerarchia ecclesiastica con altri soggetti, ma di lavorare in modo integrato secondo le varie differenze di ruolo''.