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Libertà di licenziamento in deroga all'art. 18, con l'assenso dei sindacati

Con l’ultimo emendamento approvato in sede di Commissione Bilancio del Senato, che modifica l’art. 8 del decreto della manovra finanziaria, l’azienda, con l’accordo del sindacato maggiormente rappresentativo, potrà procedere al licenziamento dei lavoratori, aggirando in tal modo la rigidità dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. La decisione ha fatto insorgere sia la Cgil, già sul piede di guerra con lo sciopero generale di domani, e sia il PD.

L’articolo 8 della manovra sul 'sostegno alla contrattazione collettiva, stabiliva che ''i contratti collettivi di lavoro, sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale, ovvero delle loro rappresentanze sindacali operanti in aziende possono realizzare specifiche intese con efficacia di tutti i lavoratori, a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relativo alla presenze sindacali''.

Ora le specifiche intese possono riguardare sia la regolazione delle materie inerenti l'organizzazione del lavoro e sia della produzione con riferimento anche ''alle modalità di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite Iva, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro ''. Dunque, vi rientra anche il licenziamento in deroga all'articolo 18, subordinato all’accordo con i sindacati che hanno la maggioranza in azienda.

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