Pubblicato Sabato, 23 Luglio 2011 06: :23 Scritto da redazione+ Visite: 422
Roma - Nella tradizionale cerimonia della consegna del ventaglio daparte della stampa, il Capo dello Stato è ritornato sulla questione magistratura: "Rispetto alla spesso indiscriminata agitazione che raccoglie ed esaspera comprensibili insofferenze ma anche pericolosi umori antidemocratici, io auspico - ha detto il Capo dello stato - da tempo decisioni di alleggerimento e semplificazione dell'architettura istituzionale oltre che tangibili correzioni sul piano del costume politico. In particolare, suggerisco ora di valutare con obbiettività e con attenzione le misure che stanno per essere adottate dagli organi costituzionali".
Il Capo dello Stato ha ricordato di aver parlato proprio ieri "della funzione di fondamentale interesse nazionale di cui è portatrice la magistratura con l'obbligo di intervenire di fronte a 'ogni singolo, concreto caso in cui si manifestino sindromi di violenza, forme vecchie e nuove di corruzione, abusi di potere e attività truffaldine, che oggi dominano la cronaca quotidiana'. Come si possa cogliere in un discorso che partiva da quella affermazione il rischio di veder posti 'sullo stesso piano chi commette i reati e chi li combatte', lascio a voi giudicarlo. Ma più di qualche commento polemico di difensori d'ufficio della magistratura, mi interessa l'apprezzamento che è venuto da numerosi suoi autorevoli esponenti". "Come ha detto il Presidente dell'ANM, 'tanto più ci sono fatti gravi che coinvolgono il Palazzo, tanto più i magistrati devono essere inappuntabili e professionali nel perseguire i reati'. Anche così, si vanificano attacchi inammissibili alla magistratura e si disinnesca un fuorviante conflitto tra politica e magistratura".
E il Presidente Napolitano ha concluso: "Si dia comunque a ciascuna questione il posto giusto, in un quadro generale di profonde ansie sociali, di serie preoccupazioni per i cittadini e per il paese, e quindi di ben meditate priorità cui ispirare l'azione dei poteri pubblici e l'agenda delle istituzioni rappresentative".