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Fini propone un governo Maroni, che risponde di lavorare per portare fino alla fine la legislatura

Roma – La provocatoria proposta del presidente della Camera Gianfranco Fini di un Governo con Roberto Maroni premier, è praticamente caduta nel vuoto. L’interessato ha glissato sostenendo che si sta lavorando per portare la Legislatura al suo naturale traguardo del 2013; mentre dalle parti del PD, per bocca di Enrico Letta, si fa sapere che va bene l’antiberlusconismo, ma semmai si dovrà mandare a casa l’intero governo e non si è disponibili a trattare con nessuno dei suoi componenti.

L’intenzione di Fini di creare un varco nella maggioranza, raggiungendo il doppio scopo di una rottura all’interno della Lega (tra maroniani e appartenenti al ‘cerchio magico’ fedeli al Senatur) e quello di mettere in fuori gioco lo stesso Berlusconi, è naufragata miseramente.

Intanto il sindaco di Roma Gianni Alemanno riconosce i meriti del ministro Maroni, che definisce come il migliore dei ministri del Governo Berlusconi, ma ritiene che il ridimensionamento del ruolo della Lega é tanto più urgente a fronte delle prese di posizioni sempre più incongrue" del partito di Bossi. "La questione di Monza - aggiunge il sindaco di Roma - è tanto improbabile quanto offensiva. I ministeri non vanno spostati ma snellite e diminuiti".

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