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CHOPIN, IL POETA DEL PIANOFORTE

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a cura dei maestri Nicola Russano e Anna Russano

 

CHOPIN , IL POETA DEL PIANOFORTE

E’ la perfetta sintesi  del romanticismo più patetico ed estremizzato.  Nato in Polonia il 1 marzo 1810, fu un autentico bambino prodigio. A soli 8 anni pubblicava le sue prime Polacche. A 15 anni era già un pianista completo e intraprese un’intensa attività concertistica in giro per le maggiori città europee. Si trovava a Vienna quando ricevette la notizia dell’invasione della Polonia da parte dell’esercito russo. Sconvolto, decise di non tornare più a Varsavia e si stabilì a Parigi. Qui iniziò un intenso periodo mondano. Si esibì alla presenza di molti grandi musicisti dell’epoca: Rossini, Cherubini, Liszt, Berlioz, Bellini, Mendellsshon. Dedicò al pianoforte l’intera sua opera. Era anche  malato di tubercolosi, circostanza questa che ne fa l’emblema  del tipico musicista romantico: introverso, tisico, geniale. Persona elegante, spirituale e riservato, soffriva di un’inguaribile timidezza che facilmente veniva scambiata per indifferenza.  Non traspariva mai dai suoi atteggiamenti  la sua sofferenza che teneva ben celata dentro sé stesso: ea abile nel non far trasparire sul suo volto il suo dolore.  Eppure era un uomo di mondo: seducente, buon ballerino,  anche se un tantino snob. Era entrato a pieno titolo nei salotti parigini, dava lezioni di pianoforte a peso d’oro, si poteva permettere un tenore di vita senza badare a spese. Non appena si presentava un problema di denaro, lo risolveva  con l’aiuto di un’alunna stagionata e benestante o una ricca ammiratrice. Osannato soprattutto dalle donne, come ogni buon musicista di genio che si rispetti, faceva breccia nei cuori delle signore della buona società parigina. Poi, improvvisa  e prepotente entrò nella sua vita George Sand, colta, intelligente, con un nome maschile, così come gli abiti che indossava, di mestiere scrittrice, di 7 anni più grande di lui. In un primo momento Chopin la trovò antipatica, poi i due vennero travolti dalla passione. George trovava irresistibile e affascinante questo artista misterioso, benché lei lo ritenesse  non proprio rispondente al suo ideale di uomo.  Lo coccolava, lo curava con amore infinito. Era possessiva, famelica e al tempo stesso dolce e rassicurante. Lo teneva chiuso in una campana di vetro con la speranza di allungare il più possibile la sua vita, minata dalla tubercolosi.  Morirà a soli 39 anni, andando cosi ad allungare la lunga schiera di musicisti morti giovani. Il suo funerale fu celebrato in forma solenne, con l’esecuzione del Requiem di Mozart. Fu seppellito nel cimitero parigino di Père Lachaise, accanto alla tomba di Bellini. Il suo cuore fu messo in una scatola e portato a Varsavia, nella chiesa di Santa Croce. Simbolismo perfetto di ciò che era l’essenza dell’artista, legato alla sua terra, un ritorno ad essa con la parte più significativa di sé: il cuore. In Polonia è considerato un eroe nazionale. Gli sono state dedicate banconote, persino l’aeroporto di Varsavia. A lui è intitolato un prestigiosissimo  concorso  pianistico internazionale che si tiene a Varsavia ogni 5 anni, a partire  dal 1927. Maurizio Pollini è stato l’unico italiano ad averlo vinto, nel 1960. Peer due edizioni non è stato assegnato, nel 1990 e nel 1995. Non si è svolto nel 1942, a causa dell’occupazione della Polonia da parte dei nazisti. Roman Polanski ha realizzato nel 2002 un film ambientato nella Polonia occupata dai nazisti, il cui protagonista è un pianista ebreo di nazionalità polacca. Memorabile la scena nella parte finale del film, in cui il protagonista, nascosto in una vecchia casa abbandonata per sfuggire  ai campi di concentramento, viene scoperto da un ufficiale nazista che, alla vista di un vecchio pianoforte, gli intima di suonargli qualcosa. Il pianista, sporco, infreddolito, affamato, suonerà il brano che gli salverà la vita. Con le mani tremanti, ma decise, darà vita alla prima Ballata di Chopin. L’emozione che susciterà questo brano sortirà l’effetto di  arrivare fino al cuore dell’ufficiale nazista, fino a rendergli salva la vita.

Chopin ha scritto esclusivamente per pianoforte:  2 concerti (concerto n. 1) per pianoforte e orchestra, 24 Preludi, 4 BALLATE, 4 SCHERZI, studi op, 10 op. 25, Polacche (La Polonaise op. 53), Mazurche  ,Notturni , 3 sonate( Sonata n. 2).

 

A cura dei maestri Nicola Rusano e Anna Russano.

per contatti: n.russano@inwind.it

Ultima modifica il Sabato, 21 Marzo 2015 22:24
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