(Pasquale Della Volpe) - Se non è crisi poco ci manca; la Pasta Reggia Caserta subisce il quiinto ko consecutivo cedendo in casa contro la Enel Brindisi (65-69 il finale) al termine di un match che ha visto gli uomini di coach Molin spegnersi letteralmente nel secondo tempo dopo aver condotto la gara per i primi due quarti dove Hannah e compagni sembravano essere ritornati quelli ammirati nel primo scorcio di campionato. Certo di fronte vi era una vera e propria corazzata che sta meritatamente guidando la classifica, seppur in condominio con altre tre squadre, ma la Enel stasera non ha fatto vedere il meglio di sè (ed i 69 punti finali la dicono tutta sulla vena realizzativa degli uomini di Bucchi), limitandosi ad approfittare del black out che ha colpito i bianconeri al rientro dagli spogliatoi, che ha consentito agli ospiti di piazzare un break terrificante di 17-4 che ha completamente ribaltato il match, portando i pugliesi dal -4 con cui si era chiuso il secondo parziale (37-33 per la Pasta Reggia) al +9 (sul 50-41), vantaggio che gli ospiti, approfittando anche di alcune scellerate decisioni offensive dei bianconeri e sull’oramai atavica inefficienza del tiro dall’arco (anche stasera percentuali intorno al 20%), hanno saputo amministrare sin quasi alla fine, quando una fiammata consentiva alla Juve di rientrare nel match e di portarsi ad un solo possesso di distanza (sul 65-67). Ma, come al solito la Juve sa puntualmente disfare quanto faticosamente riesce a costruire e dopo aver recuperato il pallone del pareggio su una infrazione di passi di Todic, i bianconeri sprecavano l’ultimo pallone con un tiro da tre di Hannah, quando invece c’era tutto il tempo per orchestrare, meglio, l’azione offensiva. Non è bastato il solo Brooks (autore di 20 punti) a tenere a galla i bianconeri, non supportato da alcun compagno visto che tutti gli altri hanno viaggiato a corrente alternata; dall’altro lato, Bucchi ha potuto contare sulle ottime prestazione di James, Dyson e Campbell, con quest’ultimo che partito dalla panchina, ha piazzato ben 15 punti con il 100% dall’arco. Purtroppo al di là dei problemi di condizione di alcuni uomini (stasera Tommasini è sceso in campo per onor di firma debilitato da un violento attacco febbrile ed Hannah è stato costretto a fare uso di antidolorifici per poter essere arruolabile), riteniamo che la juve stia attraversando anche una crisi tecnico – tattica; le prestazione degli ultimi tempi sono il sintomo di una involuzione di gioco evidente anche ai non esperti; occorre una inversione di rotta al più presto prima che la lunga serie di risultati negativi possa deprimere, in modo irreparabile un ambiente che, in passato, con uomini di grande spessore, ha saputo sempre reagire ai momenti non felici. Toccherà agli uomini di maggiore esperienza dare la scossa necessaria affinchè la juve possa tornare a correre come un treno.

Altamura 26 – Pepe 6, Colamonaco 3, Tragni T. 2, Tragni A. 1, Pallotta, Fiore, Di Marco, Paolicelli 3, Corniso, Coronacchia 4, Baldassarra 7, Quitano, Luisi. All.: Roviglio

 

Atellana 25 – La Ferlita, Mozzillo F. 10, Sall 6, Lettera, 5 Laino 2, Fiorillo, Cirillo, Del Prete, Calcagno, Capasso 1, Pellino, Cirillo, Sorvillo, Mozzillo G.

 

Una storia già vissuta, un deja vù della pallamano. E’ sembrata una replica a teatro della partita dell’anno scorso. Atellana che spinge e va in avanti portandosi a più 6, e soliti 10 minuti distruttivi del secondo tempo con avvenimenti quasi incomprensibili che portano alla rimonta dei padroni di casa che vincono sul filo di lana.

Avvio flash dell’Usca che, dopo i primi dieci minuti di gioco, porta il risultato sul 5 a 1, costringendo i padroni di casa a chiedere il primo  time-out per ricomporre le idee.

La ripartenza rimette le squadre in equilibrio con meno differenza reti e marcature sempre più strette su Sall, che diventa “a uomo” dopo pochi minuti. Ed è qui che si aprono le porte allo scalare dell’Atellana che si spinge in avanti portando a segno 5 reti consecutive a firma del suo capitano Mozzillo, schierato all’ala destra.

Il primo tempo si conclude con il punteggio di 16 a 11 a favore dei campani, che chiariscono così l’intento di portare a casa l’intero bottino.

La ripresa vede alcuni cambi da parte di entrambe le squadre, con l’obiettivo di far rifiatare i giocatori che avevano speso ci più in campo.

Ma, come lo scorso anno, si ripetono i dieci minuti fatali alla squadra ospite che, dal sedicesimo minuto di gioco in poi, subisce un parziale di 11 reti a 3, risultato che di fatto consegna la partita nelle mani dell’Altamura.

La partita si concluderà, infatti, con un risultato di 25 a 26 in favore della squadra di casa. Un risultato, e un andamento di gara, che replica fedelmente quanto avvenuto lo scorso anno.

E, in tempo di primi bilanci post gara, in casa Atellana ci si chiede come mai la squadra indiscutibilmente in forma e concentrata sulle dinamiche di gioco, inciampi in parziali così inclementi dopo il dominio delle partite in quasi tutte le sue fasi. Una cosa è certa: la classifica attuale non rispecchia il gioco espresso dalla compagine campana fino ad oggi

(Pasquale Della Volpe) - Primo stop stagionale della Pasta reggia Caserta davanti al proprio pubblico contro la ben più quotata Olimpia Milano altermine di un match combattutissimo per tutti i 40’ chiusosi con il punteggio di 77-81 per gli ospiti. I biancorossi hanno dovuto sudare più del previsto per avere la meglio di una Juve coriacea ed affatto disponibile a lasciare i due punti per strada , per dare continuità a questo positivo inizio di stagione. Hannah e soci hanno dovuto, alla fine cedere ad una squadra molto più lunga, con tanti uomini di esperienza (Langford e Moss su tutti) e con i due ragazzini terribili (Gentile e Melli) che tanto hanno fatto bene in nazionale questa estate. La partenza, però, era tutta bianconera con il play Hannah a creare e Roberts a finalizzare (alla fine saranno 17 i punti per lui, anche oggi miglior realizzatore dei bianconeri); così’ la Juve grazie anche al suo gioco in velocità, scavava subito un solco importante tra se e gli avversari portandosi dapprima sul 18-08 e poi sul 21-10. Purtroppo i due falli di Hannah nel primo quarto costringevano coach Molin a richiamare il talentuoso play in panca mentre dal’altro lato coach Banchi metteva in campo Davis Moss la cui prova, in difesa, sarà determinante ai fini del risultato finale. Caserta smetteva di correre e Milano, che già aveva dato i primi segni di risveglio sul finire del primo quarto (chiusosi sul 22.14), piazzava un break terrificante portandosi addirittura in vantaggio, grazie ad un 12-3 che vanìficava l’ottimo lavoro fatto dai padroni di casa nei primi 12’ di gioco. La Juve, però, si mostrava brava a non cedere mentalmente e riusciva a reagire mantenendosi a contatto con l’Olimpia e rintuzzando ogni tentativo di fuga dei biancorossi. Il tempo si chiudeva così, con gli ospiti in vantaggio solamente di 3 punti (32-35) nonostante il parziale di 21-10 realizzato. Il terzo quarto vedeva, ahinoi, protagonisti del match la terna arbitrale che con una serie di decisioni discutibili ( tanto per usare un eufemismo) faceva imbestialire gli oltre 4500 presenti sulle tribune del Palamaggiò innervosendo i i giocatori in campo; ben tre tecnici e due antisportivi fishiati in un solo quarto la dicono tutta sulla voglia di protagonismo mostrata dalla terna che avrebbe potuto e dovuto gestire con più buon senso i fischi arbitrali (tutti a sfavore dei bianconeri). Così la juve si trovava alla fine del terzo sotto di sei (54-60), con Roberts gravato di quattro falli e con la sensazione che a Milano fossero stati fatti un bl pò di regali di cui la corazzata di coach Banchi non aveva affatto bisogno. Nonostante il tentativo della Juve di ricucire lo strappo con il tiro da fuori (Hannah e Tommasini), Milano ha preso consapevolezza di avere l’inerzia della partita dalla propria parte riuscendo a costruire un vantaggio importante portandosi sul +10 (66-76 a 5’ dalla sirena finale). Solo una grande reazione d’orgoglio della Juve rendeva avvincenti gli ultimi minuti di gioco ed un parziale di 5-0 portava i ragazzi di coach Molin ad un solo possesso di distanza dall’Olimpia (77-79) prima che Langford (particolarmente tutelato dalla terna visto che ha chiuso con ben 14 viaggi in lunetta) mettesse a segno a 7’’ dal termine i due liberi della sicurezza che regalavano agli ospiti i due punti che permettevano loro di raggiungere Caserta a quota 4 punti, ma regalavano, alla sirena finale, un grande applauso ai bianconeri per l’ottima prestazione sfoggiata contro la squadra più attrezzata per vincere , quest’anno in italia e non solo.

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