Nel quadro della nuova attenzione nei confronti dei giovani, la Pasta Reggia Caserta sta organizzando per la fine di questo mese e per gli inizi del prossimo settembre una leva cestistica riservata ai ragazzi nati negli anni 2001 e 2002. Gli interessati possono già prenotare la loro partecipazione agli indirizzi mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., cui potranno scrivere anche per ogni ulteriore informazione in merito.

(di Pasquale Della Volpe) La Juve Caserta non finisce mai di stupire espugnando anche il Taliercio di Venezia e battendo la squadra oro granata con il punteggio di 85-88 al termine di una gara che gli ospiti hanno saputo controllare dall’inizio sino alla fine non perdendo la testa neppure quando gli uomini di Mazzon, dopo aver visto il baratro, erano rientrati nel match grazie ad una reazione rabbiosa che li aveva portati dal meno 13 (43 – 56) al + 2 (60-58) in pochi minuti, alla fine del terzo quarto. La vittoria dei ragazzi di coach Sacripanti è stata firmata dal duo Jelovac – Jonusas con il lituano (ammirevole la sua decisione di giocare e continuare a dare una mano nonostante le sue condizioni non siano proprio al top) autore di 19 punti (molti dei quali messi a segno nel primo tempo) che ha provveduto a mantenere in partita la Juve soprattutto nel primo quarto, quando i veneti erano partiti a mille scavando un primo break di 7 punti (12-5 dopo nemmeno 4’ di gioco) e con il serbo capace di catalizzare, soprattutto nel secondo tempo, il gioco offensivo degli ospiti mettendo a segno ben 25 punti con un 11/12 ai liberi e ben 9 falli subiti. Il serbo ha dovuto giocare sia da 4 che da 5, alternandosi in questo ruolo con Michelori unico lungo del roster casertano ( dopo la fuga di Akindele che in settimana ha firmato con una compagine libanese) , trovando soluzioni sia dal perimetro che dal’arco e mettendo in crisi i giochi difensivi di Mazzon che per tutto il match si è dannato l’anima nel tentativo di trovare, senza esito, un marcatore in grado di arginare il serbo (ma ne Szewzych ne Hubalek sono riusciti nella missione). Così grazie alle sue giocate, la Juve che aveva condotto per larghi tratti nel corso del primo tempo (portandosi anche sul +12 sul 29-41) costruisce nel corso del terzo quarto un altro break che sembrava aver chiuso il match, portandosi sul 43-56. Ma Venezia (che pur stasera doveva fare a meno del cecchino Clark) è squadra dal roster profondissimo e guidata dall’ex Bowers (19 alla fine i punti per lui) riusciva a ricucire lo strappo in un amen mentre il Taliercio diventava una bolgia. Chiunque avrebbe potuto cedere di schianto di fronte alla forza d’urto della compagine oro granata (in piena lotta play off, con un settimo posto da cercare di agguantare), a maggior ragione la Juve che iniziava ad accusare i segni della fatica di un primo tempo giocato a mille (ben 48 i punti messi a segno di ragazzi di coach Sacripanti nel primo parziale) e che non aveva grosse risorse dalla panchina; eppure i padroni di casa non sono riusciti a far girare l’inerzia del match dalla loro parte perché i bianconeri riuscivano sempre a trovare la giocata capace di ricacciare gli uomini di Mazzon a distanza di sicurezza. Emblematiche, a tal proposito, le due bombe consecutive messe a segno da Mordente e da Gentile nella fase finale del match (il primo da otto metri, il secondo con le mani del difensore in faccia) che hanno consentito alla Juve di mantenere i lagunari a distanza di 5 punti costringendoli a dover giocare con il cronometro. Una vittoria meritatissima, conquistata in un ambiente non facile (ad un certo punto il pubblico ha iniziato a farsi sentire, ben oltre sopra le righe, per contestare le decisioni arbitrali) che, però, probabilmente sarà inutile per una eventuale qualificazione alla post season (sebbene sia a soli due punti, Venezia mantiene il vantaggio degli scontri diretti, per cui ai bianconeri servirebbe fare 4 punti in più dei lagunari nelle restanti tre gare), ma che dimostra ancora una volta come Caserta non è disposta a regalare niente a nessuno in questo finale di stagione e consolidare una posizione in classifica (la nona) che per molti potrebbe rappresentare un risultato fallimentare ma che per la truppa di coach Sacripanti, per i motivi ben noti a tutti, rappresenterebbe un risultato straordinario perché significherebbe aver messo dietro rosters ben più attrezzati. Soprattutto la Juve è stata capace di realizzare una striscia importante (5 vittorie nelle ultime 6 gare) nonostante un calendario che non lasciava presagire nulla di buono per i bianconeri. E domenica prossima il derby con Avellino, promette altro spettacolo..

(Pasquale Della Volpe) -  La Juve chiude la propria stagione cedendo alla Trenkwalder Reggio Emilia con il punteggio di 77-80 al termine di un match che i ragazzi di coach Sacripanti sono riusciti a tenere aperto sino alla fine nonostante fossero ridotti ai minimi termini; ed infatti, causa le assenze di Mavraides e Jonusas, il tecnico bianconero si vedeva costretto a fare affidamento solo su cinque titolari (più le tre riserve Sergio, Marzaioli e Cefarelli quest’ultimo, al rientro dopo un lungo STOP ed ancora arrugginito dalla prolungata inattività). La partenza dei bianconeri, perciò, non poteva che essere ad handicap, con gli uomini di Menetti (venuti al Palamaggiò per centrare la qualificazione al sesto posto per evitare l’incrocio con Sassari) che prendevano subito il largo sul 17-4 prima e 25-11 poi grazie ad un Taylor letteralmente scatenato (nel tentativo di conquistare la leadership dei marcatori della regular season). Ma la Juve non ci stava a chiudere l’anno davanti al proprio pubblico con una figuraccia; così, coach Sacripanti (che aveva iniziato il match con Marzaioli e Cefarelli in quintetto) decideva di mettere in campo gli unici titolari a disposizione (Mordente e Jelovac) e la partita cambiava volto. Il primo quarto si chiudeva con gli emiliani ancora in vantaggio di 10 (15-25) ma nel secondo la Juve si scatenava letteralmente riuscendo a ridurre definitivamente il vantaggio degli ospiti ed a chiudere il tempo addirittura in vantaggio. Artefici di questa stupenda rimonta, manco a dirlo, il solito Jelovac (altri 23 punti alla fine per il serbo che nelle ultime settimane di campionato ha avuto medie realizzative pazzesche) e Mordente, particolarmente motivato stasera ed autore di 15 punti più 7 assist che anno deliziato la platea casertana (non particolarmente numerosa, a dire il vero con un numero di spettatori di poco superiore ai 2500 spettatori). A dare una mano anche capitan Maresca (anche per lui alla fine saranno 15) e gli ospiti che credevano di aver chiuso la pratica dopo il primo quarto, dovevano rivedere i loro piani e giocarsi il match sino alla fine. Nel secondo tempo, inevitabile arrivava il calo dei padroni di casa con i cinque titolari esausti e quindi poco lucidi e con i ragazzi della panchina pronti a dare una mano (da segnalare la prestazione di Sergio autore di 7 punti); le percentuali si abbassavano inevitabilmente così come la fluidità del gioco di attacco (saranno 16 le palle perse a fine gara). Fortunatamente Gentile & co erano bravi a trovare punti a gioco fermo, sfruttando la difesa particolarmente fallosa dei reggiani (saranno 38 i tiri liberi tentati a fine gara) e ciò permetteva ai padroni di casa di rimanere sempre incollata alla Trenkwalder che nonostante un Cinciarini veramente in palla (19 per lui con 7/9 da due) non riusciva a scrollarsi di dosso una tignosa Juve non disponibile a regalare neppure un punto ai padroni di casa. Anche quando il risultato sembrava acquisito con Slanina che piazzava due bombe taglia gambe, la Juve non gettava la spugna rientrando sempre grazie alle bombe di Jelovac. Purtroppo Sergio sbagliava i due tiri liberi che sul 77-80 avrebbero consentito ai ragazzi di coach Sacripanti di ridurre ulteriormente lo svantaggio, facendo giocare gli ultimi secondi in apnea agli ospiti, ma alla sirena, il pubblico tributava, nonostante la sconfitta, un calorosissimo applauso ai gladiatorei ragazzi di coach Sacripanti che anche in una partita per loro inutile, hanno sputate sangue sino alla fine in linea con un campionato giocato con una grinta che a memoria rare volte si è vista su questo parquet anche in annate ben più soddisfacenti, sotto il profilo dei risultati. Il campionato si chiude con un decimo posto che rappresenta un grande risultato per una piazza che ha vissuto in apnea per un anno intero e che speriamo l’anno prossimo possa tornare a riempire il Palasport di Pezza delle Noci.

(di Pasquale Della Volpe)  La Sidigas Avellino restituisce con gli interessi la sconfitta subita in casa nel derby di andata, violando il Palamaggiò con il punteggio di 75-85 e mettendo quasi sicuramente fine ai sogni play off della truppa bianconera che vincendo stasera (ed approfittando della concomitante sconfitta di Venezia in casa di Siena), avrebbe potuto seriamente alimentare il sogno post season (agganciando in classifica i lagunari), sogno che adesso è ad appannaggio degli irpini che si giocheranno tutto domenica prossima nello scontro diretto proprio con Venezia. La Juve ha purtroppo pagato un quarto finale in cui i bianconeri si sono letteralmente sciolti (d’altronde avevano tenuto il campo con grandissima intensità nei primi trenta minuti) lasciando il campo agli irpini, capaci di realizzare ben 33 punti nell’ultimo quarto con un grande Lakovic (autore di 26 punti complessivi), capace di gestire sapientemente la regia del gioco offensivo avellinese ; il talentuoso play sloveno, oltre ad essere stato il miglior realizzatore, ha sfruttato sapientemente il gioco play – pivot facilitando le penetrazioni del pacchetto lunghi con Ivanov (20 punti) sugli scudi e con Johnson (10 per lui) autore di un 5/5 da due. La Juve Caserta dal canto suo, dopo un primo quarto dove ha sofferto maledettamente Avellino a rimbalzo (non a caso i lupi chiudevano il quarto in vantaggio di 6 sul 17-23), grazie ad un maestoso Jelovac (anche stasera il serbo ha superato i venti punti mettendone a referto 24) è riuscita a mettere la testa avanti gestendo il match nei quarti centrali pur non riuscendo mai a superare i 6-7 punti di vantaggio. Emblematico è stato il risultato del secondo parziale con la Scandone in grado di realizzare solo 6 punti, con la Juve che chiudeva il tempo con la testa avanti sul 33-29. Anche nel terzo la Juve teneva il campo in modo impeccabile e nonostante molti errori al tiro, grazie alla sua solita intensità difensiva, disorientava gli irpini autori di soli 22 punti nei due quarti centrali, chiudendo il quarto in vantaggio di sette lunghezze (59-52). Purtroppo, però, nel quarto finale la partita girava in favore dei bianco verdi con la Juve che vedeva rimpicciolirsi sempre di più il suo canestro ed a coach Pancotto che aveva concesso qualche minuto di riposo a Lakovic, non restava che far rientrare in campo il suo play che faceva letteralmente girare la testa alla difesa bianconera. Purtroppo ad ammazzare definitivamente il match ci si metteva anche l’espulsione di Sacripanti (susseguente ad un tecnico) che consegnava agli irpini ben 6 tiri liberi più possesso e che chiudeva definitivamente la contesa con i bianconeri palesemente innervositi dal rabbioso ritorno degli irpini. L’epilogo inglorioso non rende giustizia al match dei padroni di casa che non meritavano la sconfitta con uno scarto così rilevante (gli irpini sono riusciti anche a ribaltare la freccia degli scontri diretti a proprio favore), ma la Juve mai come stasera ha sofferto i suoi limiti di organico contro una squadra molto più attrezzata che, con Pancotto in panchina ha letteralmente svoltato il proprio campionato con un finale in crescendo. La sconfitta nel derby non cambia per nulla il giudizio sulla esaltante stagione dei bianconeri che siamo certi, onoreranno al meglio anche le ultime due partite del campionato.

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