Doveva essere la partita che avrebbe dovuto sancire la definitiva uscita della Juve dalla bagarre salvezza ed invece arriva un inaspettato sgambetto da parte dell’Angelico Biella (80-81 il risultato finale dopo un over time ) che porta a casa due punti che risollevano un po’ il morale della truppa di coach Cancellieri, reduce da otto stop consecutivi. Una sconfitta, quella subita dai bianconeri, che non deve far preoccupare (la classifica premia ancora la Juve, lontana ben otto punti dalla zona calda) ma che lascia l’amaro in bocca per come arrivata visto che dopo il primo il quarto che i ragazzi di coach Sacripanti avevano chiuso in vantaggio di 12 (24-12), la squadra si è letteralmente sfaldata, giocando i due quarti centrali più brutti della stagione (almeno per quanto concerne i match visti al Palamaggiò) consentendo ai piemontesi, prima di rientrare e poi prendere il largo sino al +9 (58-67). Nonostante la squadra non girasse affatto, la Juve è però, riuscita, quando oramai le cose sembravano perdute, a rimettersi in partita, grazie soprattutto alle iniziative di Mordente, Akindele e Jelovac (non a caso i migliori realizzatore dei padroni di casa, con il lungo nigeriano autore di 23 punti) che trascinavano i bianconeri all’over time sul 74-74 (grazie ad un canestro di Jelovac ad un secondo dalla fine dei regolamentari); tempi supplementari che la Juve sembrava dover affrontare con l’inerzia del match dalla propria parte, sia per l’entusiasmo ritrovato dopo aver visto il baratro, vuoi anche perché Biella doveva fare a meno del suo asse play – pivot (visto che Rochestie e Pinkney erano fuori per falli). Ma la serata era di quelle storte e Biella, pur senza strafare ma trascinata da un super Soragna (una vera e propria bestia nera per i bianconeri) riusciva a portare a casa il match anche se la Juve (errore di Michelori) aveva l’ultimo tiro per ribaltare il match prima della sirena finale. Purtroppo quando la squadra non gira, le iniziative dei singoli possono permettere di stare a galla per un po’, ma alla lunga il dazio si paga ed è quello che è successo stasera visto che molti giocatori non sono mai entrati nel match; per Maresca una bella virgola con (0/5 complessivi); Jonusas sembrava la brutta copia di quello ammirato domenica scorsa contro Cremona (3 punti per lui in 31’ primi di gioco con un solo canestro dal campo) ed anche Michelori (molti errori al tiro – tra cui quello decisivo – per un 3/9 totali) non ha affatto inciso sul match. Se mai Biella dovesse trovare a fine campionato, la salvezza, dovrà senz’altro ringraziare la Juve visto che ad oggi, ben due delle quattro vittorie messe a segno in tutto il campionato, le ha ottenute contro Caserta, anche se, con tutta onestà, i piemontesi, non hanno affatto demeritato, visto che dopo un primo quarto orrendo, hanno saputo compattarsi e giocare meglio della Juve ed alla lunga hanno saputo guadagnarsi, con merito, la posta in palio. Per la Juve una sconfitta che, speriamo, venga dimenticata al più presto; il campionato è ancora lungo e bisogna mettere in cascina qualche altro punticino per vivere un finale di stagione tranquillo.

(Pasquale Della Volpe) - l’EA7 Milano conquista la sua settima vittoria in trasferta (su 9 totali) espugnando il Palamaggiò per 78-69, costringendo la Juve Caserta al secondo stop consecutivo dopo la debacle di Reggio. Davvero un peccato per i ragazzi di coach Sacripanti che avevano iniziato l’incontro come meglio non si poteva, avendo chiuso il primo quarto avanti di 12 (24-12) ed avendo iniziato il secondo avanti addirittura di 15 (sul 27-12) grazie ad una bomba di Sergio; da quel momento, però l’Olimpia, grazie anche alla sapiente regia di Marques Green (che ha davvero cambiato il volto alla squadra di coach Scariolo) è riuscita pian piano a rientrare nel match chiudendo il tempo sotto solamente di tre (41-38). A contribuire alla rimonta dei biancorossi, ci si è messa anche la Juve visto che i bianconeri hanno ecceduto nei falli consentendo agli ospiti di trovare punti facili dalla lunetta (ben 10 tiri liberi consecutivi messi a segno da Langford nel secondo quarto che consentivano di ricucire lo strappo con i bianconeri). La pesante situazione falli ha costretto coach Sacripanti a ruotare continuamente il quintetto con la squadra, apparsa impeccabile nel primo quarto, che perdeva lucidità finendo con lo sfaldarsi completamente dopo il sorpasso dell’Olimpia (sul 43-44 ad inizio del terzo quarto). Da quel momento l’inerzia del match passava in mano ai meneghini che potendo contare su di un roster profondissimo e grazie anche alla maggiore esperienza dei suoi giocatori, è riuscita a distanziare la Juve senza più consentire a Mordente & co. di tornare nel match. Basti pensare che nel secondo tempo la Juve ha messo a segno la miseria di 28 punti (mentre nel primo i punti messi a referto erano stati 27 in poco più di 10 minuti) senza mai riuscire a scardinare la difesa milanese apparsa ben più rocciosa e granitica rispetto a quella ammirata (si fa per dire) nel primo tempo, con un Bourussis insuperabile, un Green pronto a smarcare i suoi faccia a canestro appena aveva un piccolo spiraglio ed un Langford (21 per lui) implacabile dalla lunetta (91% con 11/12 dal tiro della carità). La Juve, come detto ha pagato dazio nel secondo tempo anche perché Akindele (unico a mettere in difficoltà i lunghi di Scariolo) ha accusato la fatica per mancanza di allenamenti in settimana (ciò nonostante per lui sono stati 15 i punti messi a referto) mentre Michelori ha sofferto la fisicità degli avversarti nel perimetro. Anche in cabina di regia la squadra non è apparsa lucida come in altre situazione, ma di fronte a campioni del calibro di Green, Langford e Hairston chiunque sarebbe andato in difficoltà. Non ci si lasci ingannare dalla classifica di Milano (che prima del match precedeva la Juve di soli due punti in classifica); il roster è di livello e con l’innesto dei nuovi (Green e Radosevic) crediamo che Scariolo abbia risolto i problemi di amalgama che questa squadra ha manifestato sin dalle prime fasi del campionato. La sconfitta, pertanto, è tutt’altro che inaspettata; occorrerà non ripetersi domenica prossima in quel di Cremona; quello sarà il match da non sbagliare e che potrebbe definitivamente allontanare la Juve da ogni pericolo di coinvolgimento nella bagarre delle zone basse della classifica.

(Pasquale Della Volpe) - La Juve Caserta chiude con una sconfitta casalinga il suo 2012, contro la Reyer Venezia, dopo un over time (77-83 il risultato finale), lasciando così le residue speranze di accedere alla final eight. Purtroppo gli uomini di Sacripanti sono stati penalizzati dai tanti errori commessi nella parte finale del match (ben 20 palle perse contro le sole 9 dei lagunari) e da percentuali al tiro da due assolutamente deficitarie (solo un misero 39%), nella serata dove, invece, il tiro da fuori aveva regalato percentuali più che dignitose (45% dall’arco). Ci si è messo, purtroppo, anche un discutibile fischio dell’arbitro Mattioli che a due minuti dalla fine del supplementare fischiava un tecnico a Gentile, dopo un fallo commesso da quest’ultimo, che regalava agli oro-granata ben 4 tiri liberi che scavavano il definitivo solco, consentendo agli ospiti di mettere la partita in cassaforte. Eppure i primi minuti del match avevano regalato una Juve spumeggiante con Akindele capace di fare sfaceli nel pitturato avversario e con ben 13 punti messi a referto nel primo tempo. La Juve sembrava poter gestire il match con una certa tranquillità, visto che gli ospiti sembravano un po’ molli con, soprattutto, l’ex, fischiatissimo, Bowers che faceva arrabbiare in più di un’occasione coach Mazzon. Poi grazie anche ad un fenomenale Szewczych (autore di un 4/5 da tre, non male per un lungo) la Reyer, che era stata sotto anche di nove (sul 29-20) iniziava a mettersi in moto chiudendo il parziale con i casertani nel mirino (37-36). Nel secondo tempo la Juve è sembrata aver perso lucidità; ben presto la difesa veneta ha preso le misure ad Akindele che non ha trovato più la via del canestro, mentre le cose non sono andate meglio con Michelori in campo (autore, probabilmente, della sua peggior prestazione dal suo ritorno in maglia bianconero), mentre meglio andava da fuori dove a turno Jonusas (miglior realizzatore dei suoi con 17), Gentile e Mordente riuscivano a ricucire gli strappi che gli ospiti cercavano di dare al match. Si finiva, quindi sul 69-69 con Caserta che sprecava malamente il suo ultimo possesso regalando a Venezia gli ultimi 5” del match (fortunatamente il tiro di Zoroski entrava ed usciva) ma riusciva solamente a prolungare l’illusione di portare a casa il match visto che Venezia si mostrava più fredda e cinica nei 5 minuti di over time oltre che un tantino fortunata in alcune decisioni arbitrali. I ragazzi di Mazzon (ben sei uomini in doppia cifra) hanno, però, meritato anche se va dato atto ai bianconeri di aver lottato sino alla fine; d’altronde quando si gioca in otto è facile arrivare in fondo un po’ annebbiati e soprattutto quando la partita è giocata punto a punto è proprio la lucidità (più che la tecnica e la forza fisica) ad avere un ruolo fondamentale nello stabilire il risultato finale. Stavolta è andata male ma questo sarà comunque, sportivamente parlando, un buon natale per la Juve Caserta, con la speranza che sotto l’albero Sacripanti &co. possano trovare magari un bello sponsor come regalo. Ce lo auguriamo tutti.

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