Juvecaserta
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 Continua lo stillicidio di sconfitte casalinghe per la Otto Juve Caserta che in questo girone di ritorno non ha ancora mietuto alcuna vittima innanzi al proprio pubblico. Con quella di stasera contro l’Acea Roma (80-90 il finale) siamo alla quarta sconfitta negli ultimi cinque incontri. Saranno, dunque, i capitolini a giocarsi le ultime chance di qualificazione alla post season mentre a Caserta non resterà altro che guardarsi le spalle in questo finale di campionato e tenersi a debita distanza da Casale Monferrato (sconfitta in casa da Venezia), con la opportunità di scrivere la parola fine a qualsivoglia patema vincendo domenica prossima, ancora in casa, contro la Vanoli (che stasera ha compiuto l’impresa di battere la corazzata Milano). Oggettivamente così com’è la Juve è destinata a soffrire contro chiunque; le rotazioni ridotte, soprattutto nel perimetro (con il solo Stipanovic nel ruolo di lungo) costringono i bianconeri a subire numerosi rimbalzi offensivi (stasera concessi ben 17 all’Acea, contro i soli 6 catturati dai bianconeri), rimbalzi che si trasformano in extra possessi e quindi, in punti in favore degli avversari. Se poi ci si mette anche la serata storta degli esterni al tiro pesante (un bel 7/27 totale con una percentuale del 25%) portare a casa due punti diventa, oggettivamente, impresa ardua. C’è da dire, però, che anche stasera la Juve ha lottato, rimanendo in partita per tutto il match (che in alcuni frangenti i bianconeri hanno condotto anche con autorevolezza) e calando vistosamente nel finale quando i ragazzi di coach Sacripanti hanno accusato la stanchezza (da qui soluzioni estemporanee che hanno messo Roma in fiducia). Purtroppo quando si è stanchi e non si hanno rotazioni, si può essere anche l’allenatore più bravo del mondo, ma si può fare ben poco per raddrizzare la baracca. Paradossalmente l’incontro è girato quando Maresca, con una tripla, ha portato la Juve al massimo vantaggio (65-56); da quel punto in poi, Caserta ha incontrato notevoli difficoltà in tutte e due le fasi (basti pensare che l’ultimo quarto si è chiuso con un poderoso 18-34 per gli ospiti); Roma non ha fatto altro che approfittare del vistoso calo dei bianconeri, limitandosi ad aggredire l’area forti anche del fatto che la Juve doveva fare a meno di Stipanovic (unico in grado di frenare la furia Varnado, autore di ben 4 stoppate fenomenali e di una miriade di rimbalzi offensivi catturati) gravato di quattro falli e rientrato solo a poco meno di quattro minuti dalla fine quando l’inerzia della partita era tangibilmente in mano agli uomini di Calvani. Ancora una volta il solo duo Smith – Collins non è bastato (anche stasera i due americani hanno messo a segno, da soli, quasi la metà dei punti di squadra); il fatto è che se non c’è l’exploit di qualche altro elemento (stasera anche Righetti e Bell in doppia cifra ma con percentuali assai modeste) si fa dura costruire le vittorie; ed a Caserta, per stare definitivamente tranquilla (almeno sul piano sportivo) ne servirebbe ancora qualcuna.