Juvecaserta
Carattere

 (Pasquale Della Volpe) - Terza trasferta e terza umiliazione subita dalla Juve Caserta che cede nettamente all’Acea Roma con il punteggio di 86-57. I tifosi casertani, tornati a Roma dopo che per diversi anni era stata loro vietata la trasferta, hanno assistito ad una vera e propria debacle da parte dei bianconeri,che hanno fornito una prestazione inguardabile mostrando, oltre a limiti tecnici che questo roster porta con sé sin dal suo assemblamento, anche una fragilità mentale, quando, gli uomini di coach Sacripanti hanno smesso completamente di giocare nell’ultimo quarto terminato con un perentorio 33-12 per i capitolini il cui pubblico (ed i risultati degli ultimi anni, dei giallorossi di patron Toti, lo dimostrano) crediamo non si divertisse così da anni. Ad un certo punto della gara con Datome & co. si sono divertiti ad irridere i bianconeri con schiacciate, passaggi spettacolari a ripetizione e triple sparate da ogni parte del campo; la Juve è sembrata una squadra cadetti venuta a fare da sparring ad una formazione di caratura superiore; certo ci si è messa anche la sfortuna se si pensa che quasi alla fine del primo tempo, Mordente usciva frettolosamente dal campo per raggiungere gli spogliatoi per poi non fare più ritorno in campo per cui la Juve si ritrovava con il solo Gentile a fare da playmaker, supportato a turno da Jonusas, Chatfield e Maresca (inguardabili nel ruolo). Ma a quasi due settimane dal taglio di Wise (che non è stato ancora sostituito) non si può certo pensare di affrontare il campionato con un solo play di ruolo (magari sperando di arrangiare proprio Mordente come cambio), per cui sarebbe il caso che la società si muovesse per trovare un giocatore in grado di rimpolpare le rotazioni, troppo striminzite per affrontare in modo decente il campionato di massima serie. Altro caso su cui occorrerebbe soffermarsi riguarda Chatfield; per lui stasera solamente 3 punti con un 1/5 dal campo (numeri non certo da guardia); onestamente il giocatore non pare proprio essersi integrato nel sistema di gioco di coach Sacripanti e la sua presenza in campo, stasera è stata a tratti dannosa. Unica nota lieta (visto che i lunghi romani stasera hanno saputo ben ingabbiare il pur volenteroso Akindele) è stata la prova di Jelovac; 18 punti per lui ed una prestazione grintosa; la sua mano è stata l’unica a tenere in scia dei capitolini la Juve (prima di alzare bandiera bianca di fronte all’immobilismo dei compagni di squadra). Siamo consci che la società è riuscita ad allestire questo roster tra mille difficoltà e con un badget tra i più bassi della massima serie (la stessa Roma ha operato in ristrettezza riuscendo ad accaparrarsi prospetti interessanti quali il nigeriano Lawal ed i due americani Jones e Taylor, e trattenendo un giocatore che meriterebbe altri palcoscenici qual è Datome) ma purtroppo la sensazione è che le scommesse sulle quali ha puntato quest’anno coach Sacripanti (che negli anni scorsi è riuscito a scovare veri e propri fenomeni dal nulla quali Bowers, Ere e da ultimo Smith) sembrano tutte destinate a non dare i risultati sperati. Ovviamente saremmo ben contenti di essere smentiti, ma se così non fosse sarebbe il caso di porre una pezza, facendo anche qualche sacrificio, prima di ritrovarci nei bassifondi della classifica, dai quali, con questo gruppo, difficilmente la Juve potrebbe risollevarsi.