Juvecaserta
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(di Pasquale Della Volpe)  La Juve Caserta fa suo l’incontro contro la più quotata Virtus Bologna (65-56 il risultato finale), mettendo in cascina due punti importantissimi che le consentono di avere, almeno sul campo, una classifica molto più tranquilla di quanto non lo siano le vicende societarie che ogni giorno inquietano il sodalizio bianconero. Il match appariva proibitivo, tenuto conto del fatto che la Juve poteva schierare solamente 7 giocatori (più i baby Cefarelli e Marzaioli); di fronte c’era un roster allestito per puntare alle zone alte della classifica per cui sulla carta non avrebbe dovuto esserci partita ( i bookmakers neppure quotavano il match tanto era scontata la vittoria dei bianconeri sponda Virtus); invece il campo ha dato un responso diverso (a dire il vero insperato) con la Juve che è riuscita ad imbrigliare la Virtus costringendola ad un punteggio bassissimo con i tre americani di Bologna che hanno messo a segno, insieme, solamente 16 punti (con Minard, autore di 35 punti domenica scorsa fermo a soli 3 miseri punti con 1/12 dal campo). Il match non è stato tra i più belli a vedersi (a dire il vero la gara è stata bruttissima) ma l’unico modo per Caserta di poter avere una qualche chance di vittoria era quello di far giocare male Bologna sporcando le sue percentuali dal campo. Così mentre la Juve in attacco si è mantenuta sui suoi soliti standard (soli 65 punti segnati con ben 20 palle perse), la differenza si è vista in fase di non possesso dove i ragazzi di coach Sacripanti hanno difeso forte e soprattutto non hanno mai abbassato, per tutti i quaranta minuti, l’intensità difensiva. A dare una mano, una volta ogni tanto, ai bianconeri casertani ci si è messa anche la sorte visto che la Virtus è venuta a Caserta con un Gigli a mezzo servizio (solo 9’ per il lungo bolognese) che con Poeta (unico a salvarsi per gli ospiti con 22 punti) rappresenta un’arma importantissima per il gioco di Finelli. La Juve ha saputo gestire il match comandando le danze sin dal primo minuto e mantenendo sempre la testa in avanti, cosa non irrilevante visto che con il passare dei minuti Mordente (ancora una buona prova la sua sempre sacrificato a dare fiato a Gentile in fase di playmaking) & co. hanno preso consapevolezza che il match poteva portarsi a casa. Importante anche il contributo silenzioso di Maresca (12 per lui) e del solito Akindele che seppur limitato dai falli ha fatto sentire la sua presenza nel pitturato (sia in fase difensiva che offensiva). La fotografia del match si racchiude in un dato del primo tempo quando Bologna ha chiuso il parziale con soli 26 punti messi a referto (ma erano solamente 18 ad un minuto e mezzo dalla fine del quarto) con Finelli apparso molto adirato in panchina per la prova offerta dai suoi, apparsa, a tratti, ai limiti dell’antibasket. Per una sera, quindi, i tifosi bianconeri possono mettere da parte le difficoltà (di cui si tornerà a parlare, certamente da domani) e godersi una vittoria di prestigio che fa morale, classifica e chissà potrà dare uno slancio anche fuori dal campo dove la Juve sta affrontando il match più duro dal suo ritorno nel basket che conta. Gli errori di gestione sono sotto gli occhi di tutti, ma non è questo il momento per rimarcarli; adesso bisogna remare tutti dalla stessa parte per far uscire la barca bianconera dalle acque agitate in cui oggi si trova.

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