Juvecaserta
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Grazie ad una ottima prestazione corale la Juve Caserta riesce ad avere la meglio della Scavolini Pesaro con il risultato di 63-77, allontanandosi dalle zone pericolose della classifica ed inguaiando i marchigiani, ancora invischiati nel gruppone di fondo classifica. Vittoria del gruppo sì, ma stasera a farla da padrone sono stati tre italianissimi che hanno contribuito in modo determinante alla costruzione del vantaggio dei bianconeri ed all’allungo definitivo che Pesaro non è stata più in grado di colmare; stiamo parlando di Maresca (miglior marcatore dei casertani con 17 punti) che quando vede le maglie della Vuelle, sente aria di derby, memore dei suoi trascorsi a Montegranaro, di Gentile (15 per lui) autore di una prova autoritaria in fase di play making, capace di variare le soluzioni in fase offensiva che hanno scombussolato la difesa biancorossa. Non poteva mancare , tra i migliori in campo, Marco Mordente (12 punti per lui) che sembra avere motivazioni da vendere ogni volta che scende in campo, ultimo a mollare n elle sconfitte, il primo a prendersi la squadra sulle spalle (con i rischi che ne conseguono) nei momenti di difficoltà. Sono stati proprio i suoi punti a permettere alla juve (sul 22-15 per i padroni di casa) a permettere alla Juve di rimanere in partita quando la Scavolini sembrava poter amministrare la partita (e per la Juve sembrava essere la solita trasferta nata male); non solo, la sua presenza in campo ha creato scompiglio nella difesa pesarese consentendo anche ai propri compagni di trovare la via del canestro (bravi anche Jelovac ed Akindele entrambi in doppia cifra con 10 punti). La Scavolini era partita bene (14-7 prima, 22-15 poi) salvo poi sciogliersi letteralmente dalla seconda metà del secondo quarto. I tanti giocatori sotto esame non hanno retto la pressione di una Adriatic Arena che non ha esitato a fischiare i propri giocatori incapaci di riprendere un match che stava loro scappando di mano (con il solo Cavaliero, 18 punti per lui a salvarsi nella disgraziata serata marchigiana e con la pattuglia di americani sembrata veramente non all’altezza della situazione); la Juve non ha fatto altro che approfittare dello stato di confusione in cui si sono ritrovati gli avversari e con la calma di chi non aveva nulla da perdere (mica tanto visto che anche per la Juve questa partita valeva molto di più dei due punti in campo) ha saputo costruire un vantaggio che fissatosi intorno ai dieci punti di vantaggio (il terzo quarto si chiudeva con la Juve avanti di nove sul 49-58) è stato ben gestito da coach Sacripanti (bravo anche a fra ruotare i suoi giocatori per evitare cali fisici) e dai suoi, regalando una bella domenica ai sostenitori bianconeri. La vittoria di stasera dimostra che la Juve è una squadra che al di là dei noti problemi, non vuole mollare e vuole dire la sua in questo campionato. Non serve un roster profondissimo per essere all’altezza della situazione ma uomini ed atleti motivati che potranno anche uscire sconfitti in tante altre occasioni, ma che non intendono gettare la spugna mostrando sul campo che all’ombra della Reggia il Basket è più vivo che mai.