Juvecaserta
Carattere

(Pasquale Della Volpe) - l’EA7 Milano conquista la sua settima vittoria in trasferta (su 9 totali) espugnando il Palamaggiò per 78-69, costringendo la Juve Caserta al secondo stop consecutivo dopo la debacle di Reggio. Davvero un peccato per i ragazzi di coach Sacripanti che avevano iniziato l’incontro come meglio non si poteva, avendo chiuso il primo quarto avanti di 12 (24-12) ed avendo iniziato il secondo avanti addirittura di 15 (sul 27-12) grazie ad una bomba di Sergio; da quel momento, però l’Olimpia, grazie anche alla sapiente regia di Marques Green (che ha davvero cambiato il volto alla squadra di coach Scariolo) è riuscita pian piano a rientrare nel match chiudendo il tempo sotto solamente di tre (41-38). A contribuire alla rimonta dei biancorossi, ci si è messa anche la Juve visto che i bianconeri hanno ecceduto nei falli consentendo agli ospiti di trovare punti facili dalla lunetta (ben 10 tiri liberi consecutivi messi a segno da Langford nel secondo quarto che consentivano di ricucire lo strappo con i bianconeri). La pesante situazione falli ha costretto coach Sacripanti a ruotare continuamente il quintetto con la squadra, apparsa impeccabile nel primo quarto, che perdeva lucidità finendo con lo sfaldarsi completamente dopo il sorpasso dell’Olimpia (sul 43-44 ad inizio del terzo quarto). Da quel momento l’inerzia del match passava in mano ai meneghini che potendo contare su di un roster profondissimo e grazie anche alla maggiore esperienza dei suoi giocatori, è riuscita a distanziare la Juve senza più consentire a Mordente & co. di tornare nel match. Basti pensare che nel secondo tempo la Juve ha messo a segno la miseria di 28 punti (mentre nel primo i punti messi a referto erano stati 27 in poco più di 10 minuti) senza mai riuscire a scardinare la difesa milanese apparsa ben più rocciosa e granitica rispetto a quella ammirata (si fa per dire) nel primo tempo, con un Bourussis insuperabile, un Green pronto a smarcare i suoi faccia a canestro appena aveva un piccolo spiraglio ed un Langford (21 per lui) implacabile dalla lunetta (91% con 11/12 dal tiro della carità). La Juve, come detto ha pagato dazio nel secondo tempo anche perché Akindele (unico a mettere in difficoltà i lunghi di Scariolo) ha accusato la fatica per mancanza di allenamenti in settimana (ciò nonostante per lui sono stati 15 i punti messi a referto) mentre Michelori ha sofferto la fisicità degli avversarti nel perimetro. Anche in cabina di regia la squadra non è apparsa lucida come in altre situazione, ma di fronte a campioni del calibro di Green, Langford e Hairston chiunque sarebbe andato in difficoltà. Non ci si lasci ingannare dalla classifica di Milano (che prima del match precedeva la Juve di soli due punti in classifica); il roster è di livello e con l’innesto dei nuovi (Green e Radosevic) crediamo che Scariolo abbia risolto i problemi di amalgama che questa squadra ha manifestato sin dalle prime fasi del campionato. La sconfitta, pertanto, è tutt’altro che inaspettata; occorrerà non ripetersi domenica prossima in quel di Cremona; quello sarà il match da non sbagliare e che potrebbe definitivamente allontanare la Juve da ogni pericolo di coinvolgimento nella bagarre delle zone basse della classifica.