Juvecaserta
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(di Pasquale Della Volpe)  In quello che rappresentava un vero e proprio spartiacque del campionato, la Juve fa suo il match contro la Virtus Bologna (targata Oknoplast) imponendosi al Pala Unipol per 70-72, ritrovandosi dopo qualche partita dove i bianconeri avevano accusato qualche passaggio a vuoto che stava compromettendo l’eccellente lavoro sin li svolto dalla truppa di Sacripanti. E la vittoria è arrivata nel match, forse, più difficile visto che di fronte vi era una Virtus Bologna partita con ben altre ambizioni ma che oggi si trova coinvolta nella bagarre salvezza (causa anche un filotto di 9 sconfitte su 10 prima di questa gara). Una Virtus alle prese anche con un cambio alla guida tecnica (con Bechi al posto di Finelli), che all’inizio ha pesato ( e non poco) nell’approccio al match dei padroni di casa apparsi poco lucidi, causa anche assenza di Poeta e con le chiavi della regia affidate al promettente, ma ancora acerbo Imbrò. L’inizio, come detto, sembrava arridere ai bianconeri marchio Juve che riuscivano a scavare un solco importante distanziando, alla fine del primo quarto le V nere addirittura di 11 lunghezze (14-25) con il pubblico di casa (un pala Unipol insolitamente semi vuoto in quella che fino a qualche anno fa era la basket City italiana) che iniziava a rumoreggiare soprattutto nel vedere la prestazione della coppia americana assolutamente poco convincente. Proprio con i due americani in panca, i padroni di casa, grazie anche ad una fiammata del serbo Andusic (anche lui da poco arrivato), riuscivano a piazzare un break importante (14.-2) che portava gli emiliani addirittura in vantaggio a metà del secondo quarto. Sembrava di vedere un film già visto con la Juve che parte forte per poi subire un lungo passaggio a vuoto, ma stavolta i ragazzi di coach Sacripanti erano bravi a rimanere nel match ed a chiudere, seppur con un vantaggio risicato, il match in vantaggio a metà gara (32-35 ). Al rientro in campo la Juve iniziava il match con tutt’altro piglio grazie anche ad una serie di tre triple di jeliovac (più un successivo gioco da tre punti ai liberi) che metteva la Juve ancora a debita distanza da Bologna (40-53); nonostante il tentativo della Virtus di ridurre lo strappo, la Juve riusciva a mantenere i nervi saldi ed a condurre il quarto in vantaggio della doppia cifra (47-57). L’ultimo quarto ha rappresentato un miscuglio di emozioni a tratti indescrivibile che ha, in parte compensato il livello tecnico non proprio entusiasmante del match (ma quando ci si gioca la salvezza le partite sono spesso nervose spigolose e lo spettacolo ne risente) con Bologna che con la vecchia guardia (Gigli e Rocca) cercava di prendere per mano il resto della squadra (troppo altalenanti i due americani, troppo acerbi, anche se ottimi prospetti gli altri) riuscendo a rientrare pienamente nel match portandosi sino al – 2 sul 61-63, subito rintuzzati, però da una bomba di gentile (l’unica della sua serata ma importantissima che ricacciava i bianconeri padroni di casa sul -5. Gli ultimi minuti, che la Juve ha dovuto affrontare anche senza Akindele per raggiunto limite di falli (ingenui gli ultimi due che hanno determinato l’uscita del nigeriano dal match) vedevano la Juve difendere con le unghie e con i denti il minimo vantaggio; i ragazzi di coach Sacripanti si mostravano freddi dalla lunetta nei momenti decisivi del match chiudendo la partita a proprio favore sul 70-72 con imbrò che sbagliava l’ultimo tiro che avrebbe potuto rivoltare il match sulla sirena. Per la Juve due punti di platino che la riportano a distanza di sicurezza dalla zona calda, Per la Virtus, l’ennesima dimostrazione di come questa sia un’annata disgraziata da chiudere quanto prima senza patemi.