Juvecaserta
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(Pasquale Della Volpe) -- Le trasferte in terra sarda si confermano sempre ostiche per la Juve Caserta e quella odierna ha confermato la regola che vede la Juve sempre sconfitta negli ultimi anni al Pala Serradimigni. Il Banco Sardegna, forte di un secondo posto già in tasca, fa un buon rodaggio contro la Juve Caserta vincendo per 87-74; la partita aveva poco da dire per la classifica ma per i sardi è stato un buon banco di prova per testare il nuovo innesto Becirovic in vista dei play off mentre la juve è arrivata in terra sarda con gravi problemi in cabina di regia visto che ha dovuto fare a meno di Mavraides costringendo Mordente a dare un cambio a Gentile in cabina di regia. Purtroppo, al di là del tasso tecnico nettamente superiore degli avversari, non è stata la solita Juve, visto che i ragazzi di coach Sacripanti sono stati sempre in balia dell’avversario che non ha avuto la minima difficoltà a controllare il match (soprattutto nel primo tempo) per poi allungare il vantaggio (nel terzo quarto) grazie ad un gioco fatto di velocità e tiri rapidi che rappresenta il marchio di fabbrica delle squadre di coach Sacchetti. Di contro la Juve, che nel corso di questo campionato ha dato il meglio di se quando è stata in grado di mantenere i ritmi bassi, ha maledettamente sofferto il gioco dei sardi ed è stata incapace di arginare il gioco dei bianco verdi (eccettuati i rari momenti in cui la zona ha funzionato) che hanno potuto iscrivere a referto ben cinque uomini in doppia cifra chiudendo con oltre il 60% da due. Solo un vistoso calo, nell’ultimo quarto, dei padroni di casa ha consentito a Gentile & co di poter ridurre uno strappo che aveva raggiunto anche un imbarazzante high di + 25 in favore di Sassari, a fine terzo quarto chiusosi con il punteggio di 71-46, grazie, ancora una volta a Jelovac (miglior realizzatore anche stasera per i suoi con 19 punti messi a referto) riuscendo, quanto meno, a dare maggiore dignità alle statistiche che fino a quel momento erano assolutamente deficitarie. Così la Juve riusciva a portare altri quattro giocatori in doppia cifra (oltre al già citato serbo, anche Maresca, Gentile, Jonusas e Mordente )dando maggiore dignità e senso alla trasferta isolana. In ogni caso si era al cospetto della seconda della classe, capace di dare lezioni ben più sonore a roster molto più attrezzati della compagine di terra di lavoro che, grazie ai risultati delle altre squadre che la seguono in classifica, può ancora lottare per il nono posto e mal che vada, finirà decima; un ottimo risultato per come si erano messe le cose durante l’anno. Speriamo solo che questa non sia l’ultima statistica della storia della juve nel massimo campionato di basket e che l’anno prossimo la stessa possa essere aggiornata. Significherà che la storia della Juve ha avuto un seguito e non una mesta fine come i segnali lasciano presagire.