Juvecaserta
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Priva del play Hannah, con cui la società ha deciso di chiudere il rapporto in settimana, e priva di un sostituto, dopo che il play Duhon (ex Lakers), annunciato già domenica scorsa, dopo la vittoria su Reggio emilia e sfumato dopo qualche giorno, la Juve Caserta perde al Pala Tiziano contro L’Acea Roma (squadra che già da qualche domenica ha perso il proprio play titolare Jordan Taylor), per 82-79 a termine di un match che i ragazzi di Molin sono stati costretti ad inseguire sin dall’inizio ma che sono riusciti a tenere vivo sino alla fine, ricucendo tutti i tentativi di allungo dei padroni di casa, riaprendo il match in un finale dove i Goss &co hanno rischiato di vedersi scippare una vittoria oramai certa. La Juve ci ha messo il cuore, ma senza un playmaker (Mordente si è adattato a ricorpire il ruolo con risultati alterni, Tommasini, invece, non ha vissuto una delle sue migliori serate) la manovra ioffensiva non è stata fluida ed i bianconeri hanno vissuto di fiammate grazie alle quali sono riusciti a tenersi attaccati al match; anche Roma, come detto era senza play, ma a differenza degli ospiti, i padroni di casa, che vivono questa situazione già da qualche settimana, sembrano aver assorbito la mancanza di un grandissimo giocatore come Taylor e poi, Dalmonte può contare sempre su un vecchio marpione come Goss (stasera 13 punti per lui), capace di adattarsi al ruolo con molta naturalezza. Purtroppo oltre all’assenza del play, anche qualche presente ha steccato la sua prestazione, con Easley su tutti che ha vissuto una serata assai negativa tanto che Molin ha dovuto concedere molto spazio al rientrante Michelori (non al meglio della condizione dopo l’influenza della scorsa settimana) che, dal canto suo nei 14 minuti in cui è stato messo in campo ha prodotto tantissimi punti (ben 11) e tanta fisicità che ha messo in crisi sia Mbakwe che Szewczyk (non proprio due novellini); negativa anche la prova di Roberts (solo 7 punti per lui con percentuali deficitarie) che dopo la fiammata di domenica scorsa è ritornato nella mediocrità che lo ha contraddistinto nelle ultuime sue prestazioni. Ciò nonostante la Juve era riuscita a ricucire l’iniziale strappo scavato dai capitolini che nel primo tempo si erano portati anche sul +12 sul 30-18, chiudendo, a metà tempo, sotto di soli sette punti (41-34). Ma meglio ancora riuscivano a fare i ragazzi di Molin nel secondo tempo quando dopo aver preso un parziale di 9-0 ad inizio terzo quarto, con tre bombe, che li portavano al massimo svantaggio sul-16 (50-34), dapprima rientravano, grazie al solito Brooks (20 per lui stasera) che dopo un inizio in sordina, usciva alla distanza , riportandosi a distanza di avvistamento da Roma (59-52 alla fine del terzo quarto) e poi ribattere colpo su colpo ai giallorossi, nel quarto periodo, riuscendo anche ad arrivare ad un solo possesso di distanza (una bomba di Vitali riportava i bianconeri sul 70-67). Purtroppo nei momenti chiavi del match la Juve ha pagato cara l’assenza del play, con delle sciocchezze in fase offensiva (alla fine saranno ben 21 le palle perse) che rappresentano il vero neo della serata capitolina. Con il derby alle porte (neppure Avellino vive un momento esaltante) occorre che la società si muova sul mercato non potendo essere lasciata libera la casella del play; siamo in una fase cruciale della stagione e se la juve vuole puntare, come pare nelle intenzioni della società, ai play off (anche se la vittoria di Pesaro stasera su Montegranaro ha nuovamente accorciato la classifica) occorre farlo facendo un importante innesto in cabina di regia. Ulteriori ritardi rischierebbero di essere pagati a caro prezzo, visto che nella rincorsa finale verso l’obiettivo post season, sono rimaste solo 10 partite ognuna delle quali dovrà essere vissuta come una vera e propria finale.

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