Juvecaserta
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(di Pasquale Della Volpe)  Ad oramai un terzo del campionato, la Pasta Reggia Caserta si ritrova a convivere con la desoltazione dell’ultimo posto, ancora al palo e con l’ennesima sconfitta da digerire stasera, ad opera di una Dolomiti Trento (88-90 il finale) che in questo inizio di campionato si sta rivelando una vera e propria matricola terribile, con ben cinque vittorie su nove gare giocate, sebbene sia infarcita di giocatori esordienti, nel massimo campionato di pallacanestro. Non è bastata la grandissima prestazione di Young (35 punti per lui stasera, molto positivo anche nel tiro dall’arco) ne la solita grande grinta di Ivanov (18 per lui); la Juve è caduta a causa delle sue croniche paure nei momenti decisivi del match che la portano a commettere errori che vanificano quanto di buono si sta comunque, vedendo sotto la guida tecnica di Markovski; le 20 palle perse (alcune delle quali assolutamente clamorose) sono il sintomo dei grossi peccati di ingenuità che la Juve commette nel corso di un match, pagando care le conseguenze. Stasera a punire, oltre i suoi demeriti, ad onor del vero, la compagine di casa, ci ha pensato il duo terribile Mitche – Owens segno con 50 dei 90 punti complessivi della compagine opsite (con il primo top scorer dei suoi con 28 punti), capaci di rintuzzare ogni tentativo della juve (che pure nel secondo quarto si era portata in vantaggio di 10, sul 31-21) di allungare, quando, soprattutto nel prima parte di gara, la compagine dolomitica era sembrata un pò timida in attacco. Ma come sempre accaduto nei quattro match della gestione Markovski, la Juve si è spenta quando sembrava avere il match dalla sua parte ed anche stasera, raggiunto il massimo vantaggio, i bianconeri sono riusciti a farsi recuperare, chiudendo, addirittura in svantaggio a metà gara (41-42); fortunatamente, Young e compagni sono riusciti a riprendersi, ma alla fine, il black out è stato pagato a caro prezzo. Purtroppo le grandi cose fatte vedere in attacco con la squadra che ha saputo far girare palla grazie anche ai cinque assist di Moore, sono state vanificate da una certa allegria in fase difensiva, con Trento che è riuscita in diverse occasioni a trovare il canestro nei primi dieci secondi della propria azione offensiva. Certo la Juve non è neppure baciata dalla fortuna (una componente che nell’arco di un campionato qualche punto lo può far girare) visto che a 2” secondi dalla sirena finale Vitali ha avuto, a campo aperto, la palla del supplementare, mettendola tra canestro e tabellone (con il possesso alternanto che premiava Trento) spegnendo, di fatto un match, dalle tante emozioni ma che vedeva, ancora una volta i bianconeri rientrare negli spogliatoi con il capo chino, costretti a lavorare un’altra settimana con il groppone dello zero in classifica che non si riesce a scrollare di dosso. Onestamente la Juve vale qualcosa di più dello “0” in classifica ma i treni persi che avrebbero potuto permettere alla compagine del patron Iavazzi di poter dare una svolta al campionato, iniziano ad essere tanti e l’ambiente rischia di deprimersi inmodo irreparabile. Va bene il gioco ritrovato, va bene il top scorer del campionato (sia in termini di punti che di valutazione), ma occorre vincere, anche giocando male, ma portare a casa due punti alla volta altrimenti questo campionato rischierà di essere ricordato solo per i record negativi (sia personali che collettivi) che la compagine bianconera sta di giornata in giornata, sgretolando .