Juvecaserta
Carattere

(Pasquale Della Volpe) - La Pasta Reggia Caserta esce sconfitta per 70-83 contro l’Upea Capo D’Orlando, davanti al proprio pubblico, gettando via, probabilmente, l’ultima occasione utile per potersi riacvvicinare alle altre squadre in lotta per non retrocedere, tra cui la stessa compagine siciliana, ora distanzte nove punti. Purtroppo è stato un match ad handicap, visto che coach Esposito ha dovuto fare a meno di Domercant, che negli ultimi tempi sembrava aver ritrovato la verve dei giorni migliori, venendo a mancare quindi di una delle sue più importanti pedine, proprio in fase offensiva. E che la Juve abbia perso il match proprio perchè non ha saputo trovare con continuità i giochi offensivi, lo dimostrano le cifre: i bianconeri hanno tirato più da tre (36 volte) che da due (28) e ciò a dimostrazione della difficoltà di giocare nell’area pitturata sapientemente intasata da Griccioli che ha scelto di coprirsi sotto le plance lasciando più spazi agli esterni. E se all’inizio la compagine siciliana sembrava aver pagato dazio (la juve infilava ben quattro dei primi cinque tentativi dall’arco), alla lunga, la scelta del coach siciliano ha dato suoi frutti visto che i bianconeri quando le percentuali dall’arco si sono comprensibilmente abbassate, non hanno più saputo trovare valide alternative perdendo letteralmente la bussola (e qui l’esperienza di Domercant, avrebbe potuto dare senz’altro una mano). Se a ciò si aggiunge anche la laconica difficoltà a rimbalzo (40 a 29 per gli ospiti, nel fondamentale) ecco spiegate le ragioni di una sconfitta che peserà sulle sorti del campionato bianconero. Clamoroso quanto accaduto alla fine del terzo quarto (e l’episodio rappresenta il film di tutta questa assurda annata bianconera) con la Juve, sotto di tre (56-59) che riusciva a rubare palla nell’ultimo attacco siciliano, salvo poi regalare, la palla agli ospiti in fase di rimessa laterale, a 2” dalla sirena e con Henry che trovava un canestro da centrocampo; dal possibile pareggio al meno 6 in un amen. Da quel momento in poi la partita non aveva più storia; nei primi minuti dell’ultimo periodo, Capo d’Orlando riusciva a portarsi sul +13 (56-69), vantaggio che conservava sino alla sirena finale, grazie anche all’esperienza dei suoi giocatori (Basile, Pecile e Nicevic che qualche partita l’hanno giocata); la Juve, Ivanov a parte (anche stasera autore di 23 punti) non ci ha più creduto, così come non ci ha più creduto nemmeno più il pubblico che ha dovuto assistere all’ennesima sconfitta di questa stagione che anche se non matematicamente, ha, di fatto sentenziato, la retrocessione della compagine di terra di lavoro.