Capua-agro caleno
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Capua - G. BOVA, Le pergamene angioine della Mater Ecclesia Capuana (1283-1292), V. L’Età dei

Templari, Palladio Editrice, Salerno 2019, 622 pp., 24 tavole a colori e 8 b/n.

     Il lavoro abbraccia il decennio che va dal 1283 al 1292. In rapida successione passano davanti ai nostri occhi gli arcivescovi di Capua Marino Filomarino, Cinzio della Pigna e Salimbene, senza parlare dell'avvicendarsi nel regno di Napoli di Carlo I d’Angiò, Carlo Martello e Carlo II. Bova tratta delle transazioni economiche della Chiesa di Capua, elenca chiese, ospedali e monasteri, tra cui quello di Sant’Angelo Informis. L’Autore tratta inoltre di personaggi noti, quali Giovanni de Capua, cappellano del papa, ma anche di personaggi sconosciuti, come il pittore Lorenzo, possibile esecutore degli affreschi della chiesa madre di S. Maria la Fossa. Non mancano notizie sui Salemme di S. Prisco, di origine ebraica (di cui Bova ha parlato per la prima volta nel 2007). Si segnala anche la presenza della famiglia Nivia, presso Pignataro, tra XI e XII sec., che potrebbe essere messa in relazione con il toponimo “ad Nivanum”, presso Grumo di Capua e Recale (Caserta). L’Autore pubblica per la prima volta anche documenti inediti relativi al Carnevale di Schiavi (Liberi, 1291) e di Capua (1272, e metà '500). Nomi quali Durante e Beatrice sono diffusi nel territorio tra XIII e XIV secolo.

     Ricordiamo che nel 1991 l’arcivescovo di Capua Luigi Diligenza (1978-1997), storico della Chiesa e mecenate, stanco di tanta storia locale affossata in lavoretti scolastici, diede al prof. Giancarlo Bova, con anni di esperienza alle spalle, l'incarico di procedere allo studio e alla pubblicazione delle pergamene diocesane. Lo scopo era quello di approfondire gli aspetti della vita quotidiana, sociale, religiosa ed economica del territorio, con l’analisi delle componenti etniche. Oggi le pergamene pubblicate nel “Corpus Membranarum Capuanarum”, diretto da Bova, sono circa 1500 e il Corpus è noto alla comunità scientifica di tutto il mondo.

     Non mancano i plagi da parte di improvvisatori in rete, digiuni di tutte le scienze, incapaci di leggere o datare una pergamena. Le opere di Bova, che raccolgono la più importante documentazione membranacea inedita di Capua (svariate migliaia di pergamene), relativa alla storia dei villaggi di Terra di Lavoro - tra cui S. Prisco, Curti, Casagiove, Recale, Pontelatona, Pantuliano, Pignataro, Musicile, Casalba, ecc. - risultano infatti saccheggiate con taglia e incolla incredibili dei testi e degli apparati critici. Ricordiamo che il “plagio” è perseguibile per legge, secondo le norme che regolano i diritti d'Autore. Bova si riserva di diffidare chiunque a inserire in pagine web, o a stampa, dati desunti dalle sue opere, parafrasandole o falsificando la data di pubblicazione.