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Basso Volturno
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GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – Singolare e commovente la Notte di San Lorenzo vissuta quest’anno a Grazzanise dal Gruppo del Ricordo. Piuttosto che la solita riunione di amici col naso all’insù per osservare il sempre affascinante fenomeno delle “stelle cadenti” e riuscire magari ad esprimere all’istante desideri dall’improbabile avverarsi, s’è svolto infatti un raduno di famiglie che dalle ore 22 in poi hanno immaginato, scrutando le vere stelle, di riconoscere i volti luminosi dei loro giovani prematuramente scomparsi e la cui mancanza, comunque, non sarà mai colmata. Un modo per superare la ricerca dell’effimero e i “luoghi comuni” dilaganti nella circostanza dello sciame meteorico delle Perseidi che si ripete nelle notti di metà agosto. Un modo per mitigare insieme la sofferenza del distacco che avvertono i familiari di coloro che, nel pieno della giovinezza, hanno perduto la vita a causa di indomate malattie o, più frequentemente, di improvvisi e tragici eventi. Così si è formato un grande cerchio umano intorno al Monumento del Ricordo eretto il 13 maggio 2012 e adornato di fiori e ceri che diffondevano profumo e luce come esteriori segnali di immutato affetto e di memorie che, nonostante l’inarrestabile trascorrere degli anni, non smettono di brillare. Così le emozioni si sono sciolte in poesie, preghiere, canti ed applausi tutti dedicati a ragazze e ragazzi grazzanisani che troppo presto hanno lasciato questo mondo e che – all’interno della struttura marmorea sulla quale si legge la consolante epigrafe “Ricordare è vivere sempre insieme” – sono rappresentati da uno stormo di bronzei colombi che, aprendo le ali, puntano verso il cielo.

Il prof. Tiziano Izzo, tenace animatore del Gruppo del Ricordo fin dalla sua costituzione, ha tenuto un appassionato discorso introduttivo, ricordando l’assurda morte di San Lorenzo, nel 258 dopo Cristo, quando la vita del giovane diacono fu spezzata per la “follia di un imperatore, Valeriano, che non voleva riconoscere il messaggio rivoluzionario del Cristianesimo”. Pure tanti presenti al rito commemorativo continuano comprensibilmente a considerare  “assurda” la fine pematura dei loro giovani cari che il prof. Izzo ha chiamato “stelle cadenti”, “abitanti della Grazzanise celeste”. Ad essi, quindi, si sono rivolti gli occhi e i cuori dei partecipanti, nel silenzio generale e in un afflato corale carico di un solo grande desiderio che, nella visione dei credenti, veramente alla fine dei tempi si realizzerà con il nuovo fortissimo abbraccio lungamente sognato.  

 

 

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