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SAN TAMMARO – (Nando Cimino) Sembra non placarsi la polemica mediatica intorno all’annosa questione del Real Sito di Carditello. Ancora lunga sembra essere l’attesa per la nascita della fondazione istituzione che vedrà la partecipazione di Regione, Provincia di Caserta e Comune di San Tammaro, pensata per la gestione del sito reale di campagna. Nel frattanto procedono i lavori di restauro del palazzetto neoclassico che, dal punto di vista del ripristino dei luoghi secondo l’originario progetto, è passato attraverso l’abbattimento dei pini marittimi, ormai secolari. Un’azione, questa, che ha generato sconforto nella vasta platea che negli anni si è appassionata alla fattoria borbonica. A ripercorrere la storia del casino di caccia di San Tammaro, vien fuori un quadro a tinte fosche, una storiellina tutta italiana, piena di contraddizioni, insaporita da razzie e ladrocini di varia sorte, damnatio memoriae, aste giudiziarie, mascalzonate dell’ultima ora, lettere minatorie, su cui la magistratura è ancora impegnata, e angherie tipiche dei soliti furbetti di casa nostra. Pensando all’indimenticato, Tommaso Cestrone, verrebbe da dire che si tratta di una vicenda in bilico tra angeli e demoni, tra voglia di riscatto e il famigerato ‘che tutto si agiti affinchè tutto resti tale e quale’. C’è chi, però, ha voglia di chiarezza e trasparenza, nel tentativo legittimo di ridare alla cultura il valore che le è proprio e cioè quello di faro e di guida per avviare un vero percorso di rinascita dell’intero territorio. Il documento che da poche ore viaggia sul web, a firma di alcune associazioni culturali note per l’impegno profuso in vari ambiti, chiarisce alcune posizioni e rimette al centro della discussione la necessità di ‘volare alto’ e, anche, la pura, quanto semplice e necessaria, legalità. Il manifesto, dal titolo ‘Idee chiare per Carditello’, di seguito integralmente riportato, è stato diffuso dal presidente di ‘Pianete Cultura’, Paolo Mandato.

Le Associazioni ‘Pianeta Cultura’, ‘Tecnomedia’ e il ‘Circolo Legambiente Casapesenna’, d'intesa con esponenti del mondo universitario, sono particolarmente interessate alle vicende di Carditello, come rivela la presenza fattiva durante le aperture straordinarie nel periodo in cui il bene era posto all'asta, quando fu presentata una mostra sulla fondazione del Real Sito e con un'intensa azione di comunicazione nel web. L'attività, per interessi di studio di alcuni soci, è proseguita con ricerche archivistiche, tradotte a cura di Aniello D'Iorio, in un libro sui primi anni di vita di Carditello, lavoro ampiamente riconosciuto di elevata qualità scientifica per una lettura nuova e documentata degli eventi. Altri lavori sono in preparazione, frutto di investigazioni su altre fonti.
Le nostre Associazioni hanno assunto come primario l'obiettivo dello studio dei Siti Reali borbonici in Terra di Lavoro, progettando la loro comunicazione a un vasto pubblico: pubblicazioni e percorsi didattici saranno il prodotto finale del lavoro intrapreso per illustrare origine, funzione e conduzione  di quei beni. Contemporaneamente sono in corso contatti con università italiane ed europee per convogliare in contenitori ad alta risonanza il frutto delle ricerche, data la complessità e la molteplicità delle fonti necessarie alla conoscenza di fatti eventi e persone. I nostri sodalizi hanno elaborato idee su un "centro di documentazione" che potrebbe divenire punto di partenza di nuove possibilità occupazionali per le competenze più diverse: archivisti, storici, informatici, documentaristi, fotografi, architetti, ecc. Altre riflessioni riguardano l'indotto che il marchio culturale garantirebbe al sito: gadgets, pubblicazioni, visite guidate, e tutto quanto si può trovare in un book shop di qualità. Insomma un marchio fondato sulla cultura. Qual è il rapporto tra le nostre associazioni e Carditello? Soci delle associazioni sono tra i firmatari della ‘Lettera aperta al Ministro Franceschini’, in cui si pongono alcune domande sul futuro di Carditello, a tutt'oggi senza risposte: “... le domande sono tante, tutte animate da un valore: la PUBBLICITÀ DELLE AZIONI, che non sembra sia stata assicurata, almeno fino ad ora...”. In effetti ciò che manca è proprio la PUBBLICITÀ delle iniziative che, mescolate alle voci diffuse ad arte, creano incertezza, soprattutto per la scelta dei compagni di viaggio. In particolare sono assolutamente sconosciute le modalità di scelta dei componenti il Consiglio di Amministrazione e il Comitato Scientifico della futura Fondazione, la cui costituzione è stata più volte rimandata. Si tratta di organi statutari particolarmente importanti, i cui componenti non indicati dalle Istituzioni e dagli Enti locali, debbono avere adeguati curricula e stima pubblica. L'adesione delle nostre associazioni a qualunque iniziativa della costituenda Fondazione per Carditello non può prescindere dal gradimento dei membri di quei due organi statutari: la memoria storica costituita dal Sito Reale di Carditello e le risorse ad essa destinate non possono finire in mani inesperte, o, peggio, inadeguate.
Secondo le nostre Associazioni, se è possibile un suggerimento, i due organi statutari debbono agire in modo autonomo, legati unicamente dalle risorse rese disponibili. La costituenda Fondazione, inoltre, deve essere rappresentativa delle entità culturali del Territorio, ivi comprese le associazioni.
Ovviamente, al chiarirsi delle situazioni elencate, le nostre associazioni presenteranno non solo idee, ma progetti articolati: in particolare Carditello necessita di uno sguardo lungimirante nella chiarezza degli intenti, serietà nei rapporti e capacità decisionale. Inutile precisare che, in ogni caso, le nostre associazioni eserciteranno una continua azione di controllo dell'utilizzo di risorse e denuncia delle anomalie che si dovessero verificare’. Insomma, voci critiche sempre più incalzanti, esigono chiarezza; esigenza sempre più largamente condivisa.

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