Tabelle aggiornate al 9 gennaio 2013

Processo civile ordinario (1)

 

 Valore

Importo del contributo  

Processi di valore fino a €. 1.100,00

€. 37,00

Processi di valore superiore a €. 1.100,00 e fino a €. 5.200,00

€. 85,00

Processi di valore superiore a €. 5.200,00 e fino a €. 26.000,00

€. 206,00

Processi di valore superiore a €. 26.000,00 e fino a €. 52.000,00

€. 450,00

Processi di valore superiore a €. 52.000,00 e fino a €. 260.000,00

€. 660,00

Processi di valore superiore a €. 260.000,00 e fino a €. 520.000,00

€. 1.056,00

Processi di valore superiore a €. 520.000.00

€. 1.466,00

(1) La cifra del contributo unificato aumenta in caso di Giudizio di Appello (da 37 a 55,50; da 85 a 127,50; da 206 a 309; da 450 a 675; da 660 a 990; da 1.056 a 1.584; da 1.466 a 2.199). Tale contributo unificato “aumentato” dal 30 gennaio 2013 raddoppierà ulteriormente (per la parte che ha proposto impugnazione) nel caso in cui le impugnazioni - anche incidentali - venissero dichiarate inammissibili, improcedibili o fossero totalmente respinte (da 55,50 a 111; da 127,50 a 255; da 309 a 618; da 675 a 1.350; da 990 a 1.980; da 1.056 a 3.168; da 2.199 a 4.398).

 

Valore indeterminabile

 

 Procedimento

Importo del contributo

Per i processi di valore indeterminabile

€. 450,00

Per i processi di valore indeterminabile di competenza del giudice di Pace

€. 206,00

 

 

Contributo ridotto rispetto al Processo civile ordinario

 

 

 Valore

Riduzione del contributo

Procedimenti Speciali previsti nel Libro IV titolo I c.p.c. anche se proposti nella causa di merito:

Procedimento d’ingiunzione

Procedimento per la convalida di sfratto

Procedimento cautelare

Provvedimenti possessori

50%

Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo

50%

Giudizio di sfratto per morosità

50%

Giudizio di sfratto per finita locazione

50%

Giudizio di opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento

50%

Procedimento sommario di cognizione

50%

Controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, salvo quanto previsto dall’art. 9 co. 1 bis del D.P.R. n. 115/2002

50%

 

 

 

 

 

Giudice di Pace

I processi avanti il Giudice di Pace seguono le tabelle ordinarie

 

 

 

Contributo ordinario

Per i processi in materia di locazione

Per i processi in materia di comodato

Per i processi in materia di occupazione senza titolo

Per i processi in materia di impugnazione di delibere condominiali

 

Procedimenti in di Separazione e Divorzio

 

 Procedimento

Importo del contributo

Separazione consensuale (711 c.p.c.)

€. 37,00

Divorzio cd. congiunto (art. 4, comma XVI, L. 898/1970)

€. 37,00

Procedimento di divorzio

(scioglimento matrimonio

cessazione degli effettivi civili del matrimonio concordatario)

€. 85,00

Separazione giudiziale

€. 85,00

 

Altri Procedimenti

 

 Procedimento

Importo del contributo

Procedimenti di volontaria giurisdizione

€. 85,00

Procedimenti in Camera di consiglio, ex artt. 737 c.p.c. e ss

€. 37,00

Reclami contro i provvedimenti cautelari (Circ. Min., 31 luglio 2002 n. 5)

€. 85,00

Il reclamo è considerato, ai fini del CU, strumento di impugnazione e dunque il contributo va incrementato della metà (quindi = 127,50)

Regolamento di competenza e regolamento di giurisdizione

CU ordinario

Opposizione ad ordinanza - ingiunzione

C.U. ordinario

oltre a spese forfetizzate secondo l'importo di cui all'art. 30 D.P.R. 115/2002

Processi dinanzi alla Corte di Cassazione

C.U. ordinario oltre ad un importo pari all'imposta fissa di registrazione dei provvedimenti giudiziari

 

 

Procedimenti di Esecuzione

 

 Procedimento

 Importo del contributo

Processi di esecuzione per consegna o rilascio

€. 121,00

Processi di esecuzione mobiliare di valore inferiore a €. 2.500,00

€. 37,00

Processi di esecuzione mobiliare di valore superiore a €. 2.500,00

€. 121,00

Esecuzione forzata di obblighi di fare o non fare

€. 121,00

Processi di esecuzione immobiliare

€. 242,00

Processi di opposizione agli atti esecutivi

€. 146,00

 

 

 

Procedimenti di Diritto Fallimentare

 

 

 Procedimento

Importo del contributo

Insinuazione tempestiva al passivo

Esente

Dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura

€. 740,00

Opposizione alla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura

CU ridotto della metà

Istanza di fallimento

€. 85,00

 

 

Procedimenti Esenti

 

 Procedimento

 Importo del contributo

Procedimenti di rettificazione di stato civile

Esente

Processi in materia tavolare

Esente

Procedimenti di cui al libro IV, titolo II, capi II, III, IV e V, del c.p.c., tra cui:

Procedimenti di assenza e morte presunta

Procedimenti di assenza e morte presunta

Esente

Procedimenti in materia di assegni per il mantenimento della prole o riguardanti la stessa

Esente

Processi di cui all'art. 3, della legge 24 marzo 2001, n. 89 (Legge “Pinto”)

 

Procedure di Lavoro con i requisiti di cui all'art. 9 comma 1-bis TU 115/02

Procedimenti relativi alla esecuzione mobiliare o immobiliare delle sentenze o ordinanze emesse nei giudizi di lavoro

 

 

 

Procedimenti di Lavoro, Previdenza e Assistenza obbligatoria

 

 Procedimento

 Importo del contributo

Controversie di Previdenza ed assistenza obbligatorie

(Per i decreti ingiuntivi l'importo è ridotto della metà)

€. 37,00

Controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego

CU ridotto del 50% rispetto al processo civile ordinario

Esecuzione mobiliare o immobiliare delle sentenze o ordinanze emesse nei giudizi di lavoro

Esente

Giudizio di Cassazione

CU ordinario

 

Procedimenti davanti al Tar e al Consiglio di Stato

 

 Procedimento

  Importo del contributo

Ricorsi in materia di accesso ai documenti amministrativi

€. 300,00

Ricorsi avverso il silenzio

€. 300,00

Ricorsi di esecuzione della sentenza o ottemperanza del giudicato

€. 300,00 

Ricorsi avverso il diniego di accesso alle informazioni di cui al D. Lgs n. 195/2005, di attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale

ESENTE

 

Ricorsi aventi ad oggetto rapporti di pubblico impiego

Contributo ridotto a metà , salvo quanto previsto dall’art. 9, co. 1-bis

Ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune a determinate materie previsto dal libro IV, titolo V, del  decreto  legislativo 2 luglio 2010, n. 104, nonchè da altre disposizioni che richiamino il citato rito

€. 1.800,00

(prima: 1.500,00)

Ricorsi avverso i provvedimenti previsti dall’art. 119, comma I, lettere a), b) del d.lgs. 104/2010: a) i provvedimenti concernenti le procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture, salvo quanto previsto dagli articoli 120 e seguenti; b) i provvedimenti adottati dalle Autorità amministrative indipendenti, con esclusione di quelli relativi al rapporto di servizio con i propri dipendenti

Valore della controversia uguale o inferiore ad Euro 200,000,00

€. 2.000,00

(prima: unica voce, 4.000,00)

Ricorsi avverso i provvedimenti previsti dall’art. 119, comma I, lettere a), b) del d.lgs. 104/2010: a) i provvedimenti concernenti le procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture, salvo quanto previsto dagli articoli 120 e seguenti; b) i provvedimenti adottati dalle Autorità amministrative indipendenti, con esclusione di quelli relativi al rapporto di servizio con i propri dipendenti

Valore della controversia tra Euro 200,000,00 ed Euro 1.000.000,00

€. 4.000,00

(prima: unica voce, 4.000,00)

Ricorsi avverso i provvedimenti previsti dall’art. 119, comma I, lettere a), b) del d.lgs. 104/2010: a) i provvedimenti concernenti le procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture, salvo quanto previsto dagli articoli 120 e seguenti; b) i provvedimenti adottati dalle Autorità amministrative indipendenti, con esclusione di quelli relativi al rapporto di servizio con i propri dipendenti

Valore della controversia superiore ad Euro 1.000.000,00

 

€. 6.000,00

(prima: unica voce, 4.000,00)

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

€. 650,00

Altri ricorsi

€. 650,00

Nei casi di cui all’art. 13, comma VI-bis, d.P.R. 115/2002 (contributo unificato per i ricorsi proposti davanti TAR e Consiglio di Stato) il contributo è aumentato della metà per i giudizi di impugnazione.

 

Ricorsi principali e incidentali avanti alle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali

 

 

 

 

 

 

 

 Valore

 Importo del contributo

Controversie di valore fino ad Euro 2.583,28

€. 30,00

Controversie di valore superiore ad Euro 2.583,28 e fino ad euro 5.000,00

€. 60,00 

Controversie di valore superiore ad Euro 5.000,00 e fino ad euro 25.000,00

€. 120,00 

Controversie di valore superiore a euro 25.000,00 e fino a euro 75.000,00

€. 250,00 

Controversie di valore superiore a 75.000,00 e fino a euro 200.000,00

€. 500,00

Controversie di valore superiore ad Euro 200.000,00

€. 1.500,00

 

 

 

 

 

Impresa

Per i processi di competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa, il C.U. è il doppio rispetto al processo ordinario (v. Legge 24 marzo 2012, n. 27)

 

 

Azione civile nel procedimento penale

Il contributo unificato è dovuto in misura pari al CU ordinario ma solo se è formulata richiesta di condanna al pagamento di una somma di danaro e la domanda è accolta. In caso di richiesta di condanna generica, il CU non è dovuto.

 

Quaranta tabelle parametriche (39 per il civile e una per il penale), sei scaglioni di valore corrispondenti a quelli del contributo unificato, individuazione di 4 fasi procedurali (più una di chiusura pratica). 


Il CNF ha approvato, nella seduta amministrativa straordinaria di venerdì 3 maggio, la proposta sui nuovi parametri forensi, secondo la procedura disciplinata dall’articolo 13 comma 6 della legge professionale. 
La proposta, che è stata illustrata a tutte le componenti dell’Avvocatura e sarà inviata al ministero della giustizia con la relazione illustrativa, tiene conto delle osservazioni pervenute da Ordini e Associazioni nella procedura di consultazione della categoria e terminata lo scorso 5 aprile. 
La nuova proposta dei Parametri supera il decreto Parametri 140/2012 (assunto sulla base del decreto Cresci-Italia e impugnato davanti al Tar del Lazio per eccesso di potere) in relazione non solo agli ingiustificati abbattimenti dei compensi che giungono fino alla metà per le attività di difesa previste dalla legge a carico dei legali (senza contare che il dm 140 non aveva applicato per intero neanche l’indice Istat 2009/2012); ma anche in relazione a gravi lacune, peraltro puntualmente segnalate in note inviate sin dalla predisposizione del decreto 140 al ministero della giustizia. 
La proposta CNF corrisponde ai principi di semplificazione, trasparenza e equità ed è destinata a creare uno strumento di facile e immediata consultazione per gli operatori del diritto e per i cittadini che potranno avere uno strumento di immediato orientamento. 
Essa si compone di una parte normativa (per il civile- penale- stragiudiziale), 39 tabelle parametri per il civile corrispondenti ciascuna al tipo di procedimento/giudizio (comprese la materia stragiudiziale, la mediazione, le procedure concorsuali, quelle arbitrali, i processi amministrativi e tributari, i processi davanti alle giurisdizioni superiori) e una per il penale (comprensiva della fase delle investigazioni).
Gli scaglioni di valore, diversamente dal dm 140, sono corrispondenti a quelli previsti dal ministero della giustizia per la determinazione del contributo unificato, con una semplificazione evidente per gli operatori.
Ciascuna tabella parametrica è poi divisa per fasi (da quella di studio a quella decisionale, a cui si aggiunge il compenso per prestazioni post- decisione ). All’interno i parametri sono indicati con una somma fissa che il giudice potrà innalzare fino al 70% o ridurre fino al 30% motivando lo scostamento. 
La proposta CNF re-introduce il rimborso per le spese forfetarie del 15%, configura correttamente e in maniera autonoma i procedimenti esecutivi, determina un giusto compenso per i decreti ingiuntivi e il precetto, elimina alcune ingiustificate disparità/penalizzazioni (alcune riduzioni stabilite dal dm 140 per alcune controversie di lavoro, per i procedimenti gratuito patrocinio e legge Pinto; la responsabilità aggravata e le pronunce di rito).

 

Pubblichiamo di seguito l'estratto del verbale della Commissione consultiva del Consiglio nazionale forense, seduta del 20 febbraio 2013; rel. Cons. Avv. Ubaldo Perfetti:
"(…..omissis…….)
Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli pone il quesito se l’art. 18 della legge n. 247 del 2012 (legge di riforma dell’ordinamento professionale forense) impedisca all’avvocato di esercitare l’attività di amministratore di condominio. La commissione reputa che al quesito debba darsi risposta negativa per i motivi che seguono.
Premesso che nel vigore della precedente normativa l’art. 3 del RdL n. 1578/1933 era interpretato –data l’eccezionalità dei divieti - nel senso della compatibilità delle due attività (da ultimo sent. CNF 16 marzo 2010, n. 13), il nuovo art. 18 cit. individua quattro macro aree di incompatibilità con la professione di avvocato e precisamente:
a) l’esercizio di qualsiasi attività (diversa da quella forense) di lavoro autonomo svolta continuativamente o professionalmente, fatte salve le attività espressamente escluse dal divieto (di carattere scientifico, letterario, artistico e culturale, di notaio), mentre è consentita l’iscrizione nell’albo dei commercialisti e degli esperti contabili, nell’elenco dei pubblicisti e nel registro dei revisori contabili, o nell’albo dei consulenti del lavoro;
b) l’esercizio di qualsiasi attività di impresa commerciale svolta in nome proprio, o in nome o per conto altrui (fatta salva l’assunzione di incarichi di gestione e vigilanza nelle procedure concorsuali, o in procedure di crisi d’impresa);
c) l’assunzione della qualità di socio illimitatamente responsabile, o di amministratore, di società di persone, aventi quali finalità l’esercizio di attività di impresa commerciale, in qualunque forma costituite, nonché con la qualità di amministratore unico, o consigliere delegato di società di capitali anche in forma cooperativa, nonché con la qualità di presidente del consiglio di amministrazione con poteri individuali di gestione, a meno che l’oggetto dell’attività della società sia limitato esclusivamente all’amministrazione di beni personali, o familiari, nonché per gli enti e consorzi pubblici e per le società a capitale interamente pubblico;
d) l’esercizio di attività di lavoro subordinato anche se con orario di lavoro limitato.
Esclusa la ricorrenza dell’ipotesi sub d) tenuto conto che la nomina quale amministratore di un condominio non instaura un rapporto di subordinazione con quest’ultimo (Commissione consultiva CNF, parere 25 giugno 2009, n. 26; Id, n. 1 del 29 gennaio 2009; Id, n. 154 del 26 settembre 2003), va anzitutto ricordato che il condominio è un ente di gestione privo di personalità giuridica distinta da quella dei singoli condomini i quali sono rappresentati dall’amministratore e non costituiscono un’entità diversa da quest’ultimo (in termini, Cass. 11 gennaio 2012 n. 177 [ord.] in CED Cassazione rv 620729), tanto vero che l’esistenza di un rappresentante unitario non li priva della facoltà di agire a difesa dei diritti esclusivi e comuni inerenti all’edificio condominiale (Cass. 16 maggio 2011, n. 10717, ivi rv 617438). L’irriducibilità allo schema economico/giuridico dell’impresa e/o della società è, peraltro, confermata dall’inclusione del condominio nel recinto di protezione del consumatore che, come noto, è la persona fisica la quale agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale, o professionale eventualmente svolta ed in tale veste contratta col professionista. Se, da un lato, si esclude che consumatore possa essere una società, anche se di persone (Cass. 14 luglio 2011, n. 15531, ivi rv 618573) e comunque l’impresa, pur se esercitata dalla persona fisica, dall’altro, proprio per la sua irriducibilità allo schema societario e per il fatto che l’amministratore agisce non quale organo, ma quale mandatario con rappresentanza di persone fisiche (condomini) che operano per scopi estranei ad attività professionale, o imprenditoriale, al condominio è ritenuta applicabile la normativa del codice del consumo con riguardo ai contratti conclusi dall’amministratore col professionista (Cass. 24 luglio 2001, n. 10086, ivi rv 548447; conf. Id., 12 gennaio 2005, n. 452).
A sua volta quello dell’amministratore configura un ufficio di diritto privato, assimilabile al mandato con rappresentanza, con la conseguente applicabilità delle disposizioni sul mandato (Cass. 16 ago. 2008, n. 10815, ivi rv 535589); e proprio al mandato si riferisce ora anche l’art. 9 della recente legge n. 220 dell’11 dicembre 2012 (recante la modifica della disciplina del condominio negli edifici) quando, modificando l’art. 1229 c.c., attribuisce all’assemblea la facoltà di subordinare la nomina dell’amministratore alla presentazione di una polizza di assicurazione per la responsabilità civile “(…) per gli atti compiuti nell’esercizio del mandato” (ivi, art. 1129,terzo periodo, c.c.).
Ciò posto, quanto detto a proposito dell’irriducibilità della figura del condominio allo schema societario e/o dell’impresa, è sufficiente per escludere la ricorrenza dell’ipotesi di incompatibilità di cui sub c); a sua volta, quanto rilevato circa la ricostruzione della figura dell’amministratore quale mandatario con rappresentanza di persone fisiche (i condomini) che non esercitano attività professionale, o imprenditoriale, è sufficiente ad escludere la ricorrenza dell’ipotesi di incompatibilità di cui sub b) posto che l’amministratore, non agendo in proprio, non esercita nemmeno attività di impresa commerciale in nome altrui se è vero che nemmeno i mandanti l’esercitano.
Residua l’ipotesi di cui sub a) potendo rilevare, in tesi, l’esercizio della funzione di amministratore come attività di lavoro autonomo svolta continuativamente, o professionalmente.
Sennonché, va in contrario osservato che – come si è visto – l’attività di amministratore di condominio si riduce, alla fine, all’esercizio di un mandato con rappresentanza conferito da persone fisiche, in nome e per conto delle quali egli agisce e l’esecuzione di mandati, consistenti nel compimento di attività giuridica per conto ed (eventualmente) in nome altrui è esattamente uno dei possibili modi di svolgimento dell’attività professionale forense sicché la circostanza che essa sia svolta con continuità non aggiunge né toglie nulla alla sua legittimità di fondo quale espressione, appunto, di esercizio della professione.
Ben vero potrebbe obiettarsi che, se non sul piano della continuatività, è su quello dell’attività svolta professionalmente che potrebbe scorgersi un profilo di incompatibilità.
A questo proposito va detto, anzitutto, che nemmeno la citata legge n. 220/2012 ha innovato la figura dell’amministratore perché se ne ha ampliato, sotto certi profili, poteri e responsabilità, non  ha trasformato l’esercizio della relativa attività in professione vera e propria, o quanto meno in professione regolamentata, come è confermato dal fatto che non è stato istituito né un albo, né uno specifico registro degli amministratori di condominio, mentre il fatto che essi debbano seguire corsi di aggiornamento (art. 25 nella parte in cui inserisce l’art. 71 bis delle disp. att. c.c.) non sembra sufficiente a configurare l’esistenza di una vera e propria professione. E la mancata istituzione di un albo o registro – ad onta di una prima versione della proposta di legge che invece la prevedeva – è indice ermeneutico di rilevante significato ai fini di confortare la soluzione qui accolta.
D’altra parte, anche quando il riferimento alla svolgimento in forma professionale dovesse intendersi come allusione ad un modo di esercizio di un’attività che richiede competenze, un minimo di qualificazione e rappresentante fonte reddituale, la riconducibilità dell’attività all’area del mandato e di quest’ultimo ad una modalità di esercizio della professione forense, finisce per riferire a quest’ultima il citato requisito.
Ovviamente la ritenuta compatibilità produrrà riflessi anche sul piano della disciplina fiscale e previdenziale della vicenda dovendo il relativo reddito considerarsi a tutti gli effetti di natura professionale e quindi, tra l’altro, soggetto anche a contribuzione a favore della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza forense.
(…..omissis….)".

Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Avellino, la Commissione Formazione ed Aggiornamento permanente dell'Avvocatura, l'A.N.A.C. Sez. di Avellino, hanno organizzato per  il giorno 12.04.2013 presso l'Aula Magna del Tribunale di Avellino alle ore 15:30. un importante evento sulla “Guida in stato di ebbrezza ex art. 186 C.d.S.”. Interverranno: Avv. Fabio Benigni Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Avellino,Avv. Biancamaria D'Agostino Consigliere Segretario e Responsabile dell’area tematica di diritto e procedura penale della Commissione per la Formazione ed Aggiornamento dell’Avvocatura,Avv. Ester Apolito V.p.o. Presso il Tribunale di Napoli e componente A.n.a.c. Sez. di Avellino,Dott. Giuseppe Riccardi magistrato del tribunale di Avellino,Avv. Ursula Guerriero V.p.o presso il tribunale di Nola e componente dell'Associazione Giovani Penalisti Irpini,Avv. Maria Di Rito Docente della Scuola di Specializzazione per le professioni Legali presso l'Università di Salerno,Prof. Avv. Elio Lo Monte Professore associato di Diritto Penale 2 presso l'Università di Salerno,Prof. Avv. Antonino Sessa Professore associato Diritto Penale presso l'Università di Salerno,Dott.ssa Veronica Maglio Assistente Sociale,Avv. Silvio Piantanida Docente di Procedura Penale presso l'Università degli studi di Napoli Parthenope

Da oggi entra in vigore la normativa, introdotta con il Dl del fare, che prevede uno sconto del 30% per chi paga la multa entro 5 giorni. Una misura che mira a fare cassa tenuto conto delle lungaggini per il recupero delle somme portate dalle multe elevate dagli agenti di pubblica sicurezza. Un provvedimento che, tuttavia, potrebbe essere in qualche caso conveniente anche per l’automobilista che ha commesso l’infrazione.

L’iscrizione di un fermo amministrativo sull’auto di un debitore, ovvero l’inizio di una qualsiasi procedura esecutiva ai danni di quest’ultimo, per debiti inferiori ad euro 1.000, non potrà essere iniziato da Equitalia se prima non ha debitamente avvisato il contribuente. Debitamente avvisato significa che la comunicazione deve contenere in dettaglio tutte le iscrizioni a ruolo. Solo trascorsi 120 giorni l’Agente di riscossione (Equitalia) potrà avviare le procedure. In mancanza queste sono nulle.

La comunicazione non è obbligatoria in un solo caso: quandoa il contribuente abbia presentato ad Equitalia l’istanza di sospensione dell’efficacia della cartella esattoriale  e l’ente creditore abbia  comunicato l’inidoneità della documentazione presentata dal contribuente stesso ai fini della sospensione.

Altri articoli...