Basso Volturno
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GRAZZANISE-Rabbia, esasperazione, progetti eclatanti di protesta  in aumento, in tutta l’estensione territoriale di Borgo Rurale Appio di Grazzanise, per la pressocchè totale latitanza del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno circa le opere a cui lo stesso Ente è predisposto. Ci riferiamo alle necessarie opere di sistemazione di canali e fossati di scolo delle acque piovane e ad ogni altro intervento di messa in pristino dei meccanismi idraulici atti a consentire agli agricoltori interessati di coltivare al meglio i loro fondi agricoli e, quindi, di non assistere più, impotenti, malinconici ed inviperiti, al desolante e vergognoso spettacolo che si vede ogni volta che piove. “Ad ogni scroscio di pioggia, protesta uno degli imprenditori agricoli interessati, siamo costretti a vedere un “film” visto e rivisto fin troppe volte. I nostri fondi agricoli ridotti ad autentici pantani, le nostre speranze di semimare e sfruttare al meglio le potenzialità produttive dei nostri terreni infrangersi contro il muro di gomma dell’assoluto disinteresse di chi di dovere alle nostre sorti e alle economie delle nostre famiglie, i nostri sogni di miglioramento e di riscatto sociale svanire come neve al sole. Non ne possiamo davvero più, conclude il nostro interlocutore. Chi alla cosa deputato, dunque, si armi di buone intenzioni, si faccia carico della nostre sacrosante richieste, ponga finalmente in atto i progetti e le misure utili per uscire da un impasse che, anche in considerazione del rinnovato vigore che il cosiddetto settore primario sta facendo registrare non solo in Italia(si pensi che, negli Stati Uniti d’America il trend del comparto agricolo è attestato attualmente a +22,4%), rischia di avere pesanti e più che negative ripercussioni sull’intera economia nazionale.” Le proteste e i mugugni più marcati da parte dei contadini e dei conduttori di impianti zootecnici insistenti lungo la Strada Provinciale Oreste Salomone” e relative traverse, dove(i reperti fotografici che pubblichiamo parlano chiaro) la situazione assume connotati che dire da spavento sarebbe davvero molto ma molto riduttivo. Fossi stradali e canali di scolo per acque meteoriche pieni di ogni genere di ostacolo alla loro funzione. Erbacce, arbusti(perfino alberi di alto fusto), rifiuti, detriti e via discorrendo a formare una mortificante barriera al naturale deflusso elle acque piovane costituiscono il triste quadro di uno status quo che mina alla base i propositi e le residue speranze di quanti, sprezzanti della fatica e della crisi, hanno inteso, con passione e tenacia ammirevoli, continuare a camminare sulla strada imprenditoriale ereditata dai loro padri. “Noi, interviene ancora l’agricoltore di poc’anzi, siamo qui per fare la nostra parte. Le Istituzioni e gli Enti preposti facciano la loro!” di Daniele Palazzo