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C'era una volta l'Europa: l'euro la distruggerà - Prima Pagina Italiana Quotidiano On Line

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(Enzo Toscano) Ricordo eravamo da pochi mesi entrati nell’epoca “Euro” quando incontrai, dopo tanti anni, quel vecchio mio amico d’infanzia e di scuola media. All’epoca dei pantaloni corti era il classico “capoccione”, un autentico piccolo genio laddove il suo voto più scadente era (lo ricordammo sorridenti) uno striminzito 8 in Fisica; figurarsi il resto. Prese due lauree con il massimo dei voti; oggi è un valente docente e titolare di cattedra in una Università nel Nord Italia. Rimanemmo poco tempo insieme ricordando i tempi felici della nostra prima giovinezza, gli amici mai più rivisti; solo alla fine accennammo brevemente alla situazione politica ed alla moneta Euro, da pochi mesi in corso in Europa. Rimasi colpito, sostenitore seppur tiepido della moneta unica, quando lasciandomi mi disse: “L’Euro è un autentico crimine contro l’umanità. Ce ne accorgeremo tra qualche anno”. Ci salutammo. L’ho velocemente risentito dopo anni, circa un mese fa, e la cosa che mi disse in primis fu : “Hai visto? Avevo ragione”. Sapeva che scrivevo articoli e mi consigliò un pezzo apparso su internet, che trascrivo adesso di seguito. Detto per inciso, molto modestamente e da umile scriba, già da tempi non sospetti vado continuamente rimarcando, dapprima in compagnia di pochi, oggi moltissimi di più, come i poteri forti stanno effettuando in silenzio una vera e propria pulizia etnica, degna del peggior nazismo. Ecco il recente articolo. - L’euro ha centrato il suo obiettivo: …ovvero quello di distruggere le nazioni europee in soli 10 anni! “L’idea che l’Euro sia un fallimento è stupidamente errata, l’Euro sta con precisione provocando ciò per cui è stato progettato dal suo ideatore e da quel 1% di oligarchi che l’hanno imposto“. Così ha scritto un famoso giornalista americano sul Guardian qualche settimana fa, ricordando che “l’ideatore”, Robert Mundell, ha sempre visto la sua creatura (l’euro) come l’arma che avrebbe spazzato via norme e regolamenti sul lavoro. - Per evitare equivoci e false interpretazioni, riporto “testualmente” quanto scritto dal giornalista Greg Palast : - “L’Euro inizia davvero a svolgere il suo compito in tempi di crisi. Infatti la moneta unica e soprannazionale toglie ai governi eletti la possibilità di usare politiche creditizie e fiscali capaci di farci uscire dalla crisi, in quanto pone le politiche monetarie al di fuori dalla portata dei politici (eletti). Senza queste prerogative, l’unico modo che hanno i governi per cercare di mantenere i posti di lavoro è quello di ridurre regole e diritti verso imprese e lavoratori, tutto nel nome della concorrenza”. Niente deve interferire con il MERCATO“. Palast continua dicendo che il padre dell’Euro gli spiegava che “l’euro è tutt’uno con la dottrina monetaria che impone la disciplina fiscale ed agisce anche sui politici (servi del mercato… ). Quando la crisi morde, allora alle nazioni resta ben poco da fare se non liberalizzare, privatizzare, deregolamentare e soprattutto distruggere il welfare garantito dallo Stato“. Il termine “riforme strutturali” non è altro che un eufemismo per nascondere l’annullamento dei diritti dei lavoratori (e anche degli imprenditori…). Mundell sostiene che “l’unione monetaria è “Una guerra di classe con altri mezzi” (la classe oligarchica contro il 99% dei cittadini). - Ci vuol poco a capire che le loro durissime“ricette” non hanno mai funzionato. Non sono state pensate per funzionare. Servono invece ad affossare l’economia e le speranze di interi Paesi, al fine di depredarne le risorse, privatizzarne le ricchezze, distruggerne il tessuto sociale. Le banche e i manager-usurai sono i grandi responsabili di reati e truffe. L’ultima parte del loro infido piano è stato quello di dividere l’Europa del Nord da quella Mediterranea (Spagna, Grecia, Italia, Portogallo), imponendo a quest’ultima, depositaria di una differente cultura millenaria, ferree imposizioni economiche, tali da eliminare tutte le spese che non portano al profitto. Che parte dell’Europa, quella meridionale, tra l’altro colei che diffuse la sua grande cultura ai “Barbari del Nord”, non conti più nulla e che sia essa solo una pedina sottoposta all’egemonia dei potentati economici, non è più una novità. Ma adesso questi ultimi stanno mostrando il vero volto, presentando apertamente la loro reale natura, analizzando chiaramente i falsi rimedi che vengono proposti. Il primo consiste nel superare la cosidetta rigidità del mercato del lavoro, smantellando pezzo dopo pezzo il welfare, cioè tutte quelle conquiste sociali che hanno fatto dell’Europa la culla della civiltà; la regione al mondo dove la convivenza civile, la lotta contro le ingiustizie e la povertà, ha raggiunto le mete più evolute ed avanzate. Tutto ciò iniziando quello che io ho chiamato, come già detto, una vera e propria “Selezione della razza”, la cui logica è quella di rassicurare i ricchi ed i mercati, e condannare la parte grandemente maggioritaria della popolazione, alla insicurezza, precarietà come principio di vita, emarginazione ed infine povertà. A tutto ciò corrisponde il veloce, progressivo ed inarrestabile degrado della politica. Dalla sua originaria caratteristica è ormai praticamente scomparsa l’idea del perseguimento del bene comune, mostrando il suo volto più repulsivo. Essa non opera più autonomamente per il bene dei cittadini, ma si pone schiava e curva davanti ai potentati economici internazionali. Di questi esegue con puntuale meschinità tutti gli ordini ricevuti, autodegenerandosi in una forma di squallida macchietta, senza nessuna idea autonoma, se non quelle di salvare la loro posizione di ricca sopravvivenza, a prescindere. Mikis Theodorakis, famosissimo compositore greco (il Sirtaki in Zorba il greco), celebre anche per il suo grande impegno in prima persona nella vita politica del suo paese, soprattutto all’epoca della dittatura dei colonnelli laddove più volte rischiò la vita, parlando oggi della sua bellissima Grecia, ostaggio e torturata dal potere economico centrale europeo, ha recentemente detto: “Oggi ho 87 anni ed è molto probabile che non riuscirò a vedere la salvezza della mia amata patria. Ma morirò con la mia coscienza tranquilla, perché continuo a fare le mie battaglie per gli ideali della Libertà e del Diritto, fino alla fine”. Drizzate la schiena gente, prima che sia troppo tardi !

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