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Proprio in questi giorni, sia in Italia sia in Campania e, di conseguenza anche a Benevento, si stila il XXII° rapporto sull’immigrazione. In Campania, gli immigrati ammontano a circa 195mila unità mentre, nella piccola Benevento è presente solo il 2,3% degli immigrati campani circa 4.500 individui. In prevalenza, dalle nostre parti, vivono, o meglio, tentano di sopravvivere, Rumeni, Albanesi e Ucraini, per la popolazione cinese il ragionamento è a parte poiché ha un maggior spirito di adattamento e imprenditoriale. Nonostante tutti gli appelli delle associazioni, soprattutto quelle caritatevoli, ancora oggi, nella civile Benevento, accadono fenomeni di sfruttamento e di razzismo. Quella che vi raccontiamo è la storia di J. S. Rumena 47enne, da molti anni in Italia e in possesso di tutti i documenti che fanno di lei una cittadina europea a tutti gli effetti e le garantiscono una presenza legale sul territorio italiano. Assunta da una famiglia Beneventana come badante, rigorosamente senza contratto, ha soggiornato, per assistere una persona invalida presso il popoloso Rione Libertà di Benevento, per 30 giorni lavorativi, o meglio 30 giorni d’inferno. J. S. non ha mai ricevuto cibo, ha vissuto grazie al buon cuore e al cibo offertole dai condomini del palazzo dove abitava assieme alla persona invalida. Non ha mai avuto la possibilità di fare una doccia o riposare su un letto degno di questo nome. E, dopo 30 giorni di lavoro ininterrotto, si è vista scaraventare fuori dalla casa dove aveva lavorato dai parenti dell’invalida. Strattonata, le valigie scaraventate in strada e, al danno la beffa, senza nessuna retribuzione. Dei 600 euro pattuiti, la povera badante, grazie all’intervento di un tutore dell’ordine, imparentato con i “datori di lavoro”, J. ha ricevuto solo 200 euro. J. Ha manifestato l’intenzione di rivolgersi alle forze dell’ordine per rivendicare i propri diritti e, soprattutto il rispetto per sua dignità, per tutta risposta si è sentita dire che ogni azione che avrebbe intrapreso sarebbe risultata inutile poiché i “signori” avevano molte conoscenze. Ovviamente J. S. si è recata presso le forze dell’ordine a denunciare l’accaduto, si è anche recata presso il sindacato ma, ad oggi ha solo dovuto salire tante scale dei vari uffici preposti alla tutela degli immigrati ottenendo risposte evasive. Naturalmente Ekcolub International ha consigliato a J. S. di consultare un legale…..hai visto mai? (Luigi La Monaca – Presidente Provinciale Ekoclub International)

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