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( di Michele Marra ) - La deriva della Giustizia, nasce da un Parlamento incapace di comprendere il bisogno del cittadino che mira a colpevolizzare coloro che ,con un crescente contenzioso, determinano un disagio per lo Stato : gli Avvocati Italiani, che sono colpevoli e devono essere puniti per tale colpa indelebile. Non è più il cittadino che chiede Giustizia civile o penale ,ma l’avvocato l’antagonista del Giudice e dello Stato che difendendo diritti diviene colpevole di responsabilità aggravata nei confronti dell’Italia.
Siamo di fronte ad una svolta che fa inorridire i padri costituenti, i grandi giuristi di un tempo, la civiltà di una nazione . Chi ha governato l’Italia negli ultimi venti anni, con pari responsabilità tra destra e sinistra, ha pensato di ridurre il contenzioso con l’aumento del costo di accesso ad un servizio ,punendo in modo scriteriato gli operai, i vecchi che chiedono una pensione e\o un beneficio previdenziale , chi si vuole separare, chi pretende di ottenere Giustizia da un macchinario complesso che nel maggior numero dei casi definisce il processo con una sentenza di inammissibilità, di improcedibilità, su vizi formali anziché giungere al cuore del problema stabilendo se il bene della vita richiesto dall’attore del processo era dovuto oppure no . La critica del popolo verso l’istituzione Giustizia ed il crescente malcontento nei confronti dei Giudici, nasce da questo imbroglio ed intreccio ,il cittadino non vuole sapere se il suo avvocato ha scritto bene l’atto o non ha commesso errori procedurali, ma ottenere il bene oggetto della contesa ,ma ciò diviene sempre più lontano, una chimera che è possibile solo al ceto privilegiato dei ricchi che possono sostenere i loro diritti con adeguate parcelle . Il 90 % dei cittadini italiani è lasciato alla deriva, per far partire un giudizio,prima deve pagare l’obolo per un tentativo obbligatorio di conciliazione inutile, poi iscrivere la causa a ruolo con altro contributo unificato, quindi versare una sommetta al proprio avvocato e poi iniziare il percorso ad ostacoli che lo porterà nel 70 % dei casi al “rigetto” procedurale o nel merito della pretesa ,che per l’utente è sempre la medesima cosa ,non avere diritto a ciò che riteneva dovuto, e solo in una piccola parte ad ottenere la sentenza positiva. Ma qui si apre un secondo capitolo, poiché la sentenza non assegna il bene della vita, ma astrattamente il diritto di eseguire, nasce un secondo procedimento ,sempre con la medesima percentuale, e quindi un altro 70 % di errori procedurali e solo nel 30 % di quel 30% finalmente a distanza di almeno sei sette anni si ottiene ciò che si chiedeva .
Quindi, in conclusione un cliente, che si rivolge al proprio legale ha solo un 15 % di possibilità di ottenere dopo tutto l’iter il bene della vita pretesa, negli altri casi non otterrà nulla. Ed allora cosa hanno pensato gli scienziati della politica, di stabilire una polizza assicurativa obbligatoria per i legali e la loro responsabilità personale nei casi di responsabilità aggravata ex art 96 cpc per punire questi avvocati impiccioni che si mettono di traverso nel funzionamento di una macchina sgangherata . La cosa fa rivoltare lo stomaco a fronte di un funzionamento ridicolo dell’apparato dello Stato che genera il maggior numero di cause, il cittadino non ha difesa, deve versare altri soldi all’erario per agire, spesso contro lo stesso ed alla fine difficilmente otterrà giustizia vera perché si vedrà rigettata la domanda per errori del proprio legale e quindi non avrà altra via che agire di nuovo contro questo legale e la sua assicurazione obbligatoria per tentare di scalare di nuovo la montagna. Allora dovrà scegliere un secondo avvocato per far causa al primo ed alla sua assicurazione e poi ,sempre con le percentuali sopra indicate, ottenere giustizia. Ma se anche il secondo avvocato per suoi errori non porta a termine il mandato, il cittadino italiano avrà sempre la possibilità di scegliere un terzo avvocato, per far causa al secondo avvocato ed alla sua assicurazione, prima pagando un ulteriore ruolo, le spese del secondo avvocato che avendo vinto la causa lo perseguirà e rimettendosi in gioco per un terzo round .
La vergogna della politica italiana degli ultimi anni è palese, con Renzie o non Renzie se non si assicura al cittadino il bene della vita richiesto quando ha ragione difficilmente il contenzioso si ridurrà ,ma l’incitare il Giudice a definire il contenzioso processualmente, senza affrontare il merito del giudizio è criminale . Il Giudice che riceve le spinte a are presto, decide prima una domanda con il rigetto che con la disamina nel merito e l’accoglimento determinando la completa sfiducia del cittadino . Per il sistema INGIUSTIZIA è stato finalmente trovato il colpevole e quindi si può procedere :la colpa è solo degli avvocati italiani rei di vivacchiare con il poco e di cercare di difendere i diritti dei cittadini, che diventano sempre più privilegi per pochi ed ingiustizia per tanti . Viva l’Italia, questa Italia di miserie e di soprusi ai danni dei poveri, dei vecchi ,degli operai ,degli utenti e plaude all’impiegato Inps che non liquida la pensione, all’Inail che riduce il grado di invalidità all’infortunato, al funzionario del MIUR che determina contenzioso senza che un parlamentare italiano abbia pensato di punire ,in uno agli avvocati italiani, anche il Funzionario che determina il contenzioso, all’Inps che non esegue le prestazioni. Povera Italia della seconda repubblica da De Nicola siamo finiti a Berlusconi e Renzie, cosa vogliamo più dalla vita .

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