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De Martini a Burlando: “Il no comment è uno scandalo. Sia coerente e si dimetta”

De Martini a Burlando Il no comment sugli indagati in Regione Liguria e uno scandalo

L’onorevole Susy De Martini torna a farsi sentire sulla vicenda degli undici consiglieri regionali liguri indagati e punta il dito contro il silenzio del Governatore Claudio Burlando, reo — a suo avviso — di una contraddizione politica insostenibile.

“Capiamo la vicinanza all’amico Monteleone, capiamo persino la sofferenza personale di chi ha vissuto in prima persona l’esperienza di un’indagine”, scrive De Martini, “ma un Governatore che si rispetti non può permettersi il lusso del no comment quando le sue stesse parole lo chiamano a rispondere.”

Il riferimento è a una dichiarazione pubblica rilasciata da Burlando il 2 febbraio 2013, in piena bufera sulle cosiddette “spese pazze” in Regione Liguria: “È un momento drammatico e difficile. Non si può più attendere, è necessario fare pulizia. Chi ha sbagliato paghi: è il solo modo affinché la politica torni ad essere credibile ed affidabile.” Parole nette, che oggi De Martini rilancia e restituisce al mittente.

Secondo l’onorevole, le responsabilità politiche del Governatore sono precise e non eludibili: aver collocato nelle posizioni apicali della Regione figure come Marylin Fusco, Nicolò Scialfa e Rosario Monteleone, tutti ora al centro delle indagini. “Questi sono i suoi errori politici”, scrive De Martini, “e non possono essere ignorati da chi si è fatto paladino della pulizia nella pubblica amministrazione.”

L’attacco si fa più diretto quando De Martini chiama in causa la svolta renziana di Burlando. Un governatore che ha abbracciato la retorica della rottamazione e del rinnovamento, sostiene, non può permettersi che la sua giunta diventi il simbolo esatto di ciò che quella retorica promette di spazzare via. “Il danno di immagine è evidente e incompatibile con il percorso politico che Burlando stesso ha scelto di intraprendere.”

La conclusione è un appello diretto: dimettersi da Governatore e rendere così credibile, con i fatti, l’appartenenza ai valori del renzismo. “Chi ha sbagliato paghi — a sinistra come a destra”, ribadisce De Martini, precisando che tra gli undici consiglieri indagati cinque appartengono al PDL. Un dato che, a suo dire, rende la vicenda una questione trasversale che non ammette letture di parte.

“Nell’attesa che i renziani facciano pulizia interna nel PD”, conclude l’onorevole, “noi siamo già in azione: Forza Italia e Forza Europa.”

Antonio Passaro, napoletano, classe 1989, laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Napoli. Cresciuto nel Sud Italia, ha trasformato la curiosità per il territorio e le sue contraddizioni in una cifra stilistica riconoscibile: i suoi testi uniscono rigore analitico e capacità narrativa, con un'attenzione particolare alle dinamiche economiche, culturali e sociali del Mezzogiorno. Appassionato di scrittura fin da giovane, considera il racconto giornalistico uno strumento di consapevolezza civica prima ancora che di informazione. Il mare — quello campano, con le sue luci e le sue complessità — è per lui fonte inesauribile di ispirazione e punto di riferimento identitario.