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Tenerife o Gran Canaria (Las Palmas): quale isola scegliere

tenerife o gran canaria quale isola scegliere

Se state cercando online il confronto tra Tenerife e Las Palmas, la prima cosa da sapere è che Las Palmas non è un’isola. È una città, per la precisione Las Palmas de Gran Canaria, capoluogo dell’isola che si chiama Gran Canaria. L’errore è così comune che ormai conviene metterlo subito in chiaro: le due isole grandi delle Canarie da confrontare sono Tenerife e Gran Canaria, distano una settantina di chilometri di mare l’una dall’altra, e nonostante condividano vulcano, lingua e cucina sono molto più diverse di quanto un atlante lasci intuire.

Una questione di forma, prima ancora che di chilometri

Tenerife è la più grande dell’arcipelago, 2.034 chilometri quadrati, ed è disegnata come un triangolo allungato che pare puntare il dito verso il Marocco. Gran Canaria è più piccola — 1.560 chilometri quadrati — ed è quasi un cerchio perfetto. Questa differenza geometrica non è un dettaglio per cartografi: cambia tutto il modo in cui si viaggia sulle due isole.

Su Tenerife si percorrono lunghe direttrici, dal nord umido al sud secco, dall’aeroporto Reina Sofía agli scogli di Anaga, e per attraversarla tutta servono almeno due ore di guida con buona volontà. Gran Canaria, invece, si esplora a raggiera: si parte dal centro, dove il Pico de las Nieves veglia su tutto, e si scende in ogni direzione come petali di un fiore. C’è chi ha definito Gran Canaria un continente in miniatura, ed effettivamente in cinquanta chilometri si passa da paesaggi quasi sahariani a foreste di pini canari, da scogliere basaltiche a spiagge dorate. Tenerife offre la stessa varietà, ma su scala maggiore e con maggiori distanze.

Il Teide contro il Roque Nublo

La domanda decisiva, per molti viaggiatori, è cosa si voglia vedere quando si alza lo sguardo. Tenerife risponde con un solo nome scritto in stampatello: Teide. Tremilasettecentoquindici metri, terzo vulcano più alto del pianeta dalla base, vetta più alta della Spagna, patrimonio UNESCO. Salirci con la funivia o, meglio, percorrere a piedi i sentieri intorno al cratere è un’esperienza che ridimensiona in pochi minuti qualsiasi successivo paragone montano. Il paesaggio è marziano, autenticamente lunare, e le guide turistiche che lo definiscono tale per una volta non stanno esagerando.

Gran Canaria non ha nulla di simile per altezza, ma offre il Roque Nublo, un monolito basaltico di ottanta metri piantato a quasi mille e ottocento di quota, sospeso sopra l’isola come una sentinella geologica. Il sentiero per raggiungerlo è breve, fattibile da chiunque, e il panorama che si gode dalla cima — con il Teide stesso visibile sullo sfondo, sull’altra isola, nelle giornate limpide — è uno dei più belli dell’arcipelago. Anche qui si va, se si ha tempo solo per una camminata in quota.

Spiagge: una rivalità che ha vinto Gran Canaria

Sul fronte balneare la partita non è equilibrata. Tenerife è isola vulcanica giovane, e la maggior parte delle sue spiagge naturali ha sabbia nera, scura, ricca di ferro. Sono affascinanti — Playa Jardín a Puerto de la Cruz, disegnata da César Manrique, è una piccola opera d’arte — ma chi cerca il bianco abbagliante della cartolina spesso resta sorpreso. Le spiagge dorate del sud, come quelle di Playa de las Américas o di El Médano, in parte hanno sabbia importata dal Sahara per ragioni turistiche.

Gran Canaria, invece, gioca un altro campionato. Le Dune di Maspalomas, sei chilometri quadrati di sabbia che il vento ha trasportato e modellato per millenni, sono uno dei paesaggi balneari più sorprendenti d’Europa. Playa del Inglés ne è il prolungamento, vivace, talvolta caotico, ma indimenticabile. Las Canteras, nel cuore della capitale, è una spiaggia urbana di tre chilometri protetta da una barriera corallina naturale: nuotarci dentro è come stare in una piscina enorme, con la città alle spalle. Per chi viaggia per il mare, Gran Canaria offre più varietà e generalmente più qualità.

Due climi sotto lo stesso cielo

Entrambe le isole godono della famosa primavera perpetua, con temperature medie tra i venti e i ventiquattro gradi tutto l’anno. Ma il microclima dentro a ogni isola cambia parecchio. A Tenerife la divisione è netta: il nord, dove si trovano Puerto de la Cruz e La Laguna, riceve gli alisei e resta più umido, più verde, più nuvoloso, mentre il sud — quello di Los Cristianos e Costa Adeje — è quasi sempre soleggiato e secco. Questa dualità è così marcata che molti viaggiatori, una volta sull’isola, finiscono per dormire da una parte e fare escursioni dall’altra.

A Gran Canaria succede una cosa simile, ma più sfumata. Il nord, dove sta la capitale, è più fresco e verde; il sud, dove sta Maspalomas, è più secco e ventoso. La differenza c’è, ma è meno drammatica che a Tenerife. Per il viaggio di una settimana, la regola pratica è semplice: se siete andati a Tenerife per il sole, dormite a sud; se siete andati per i paesaggi, dormite a nord o in una zona intermedia. A Gran Canaria si può quasi sempre fare base a sud senza rimpianti.

La vita serale, il cibo, l’atmosfera

Santa Cruz de Tenerife è la capitale più cosmopolita delle due, con il celebre Carnevale di febbraio — secondo per dimensioni solo a quello di Rio — l’Auditorio futurista di Calatrava, e un mercato municipale che vale da solo un’ora di passeggiata. La Laguna, antica capitale e sito UNESCO, è un piccolo gioiello coloniale che molti dimenticano di visitare.

Las Palmas de Gran Canaria gioca un’altra carta: è una vera città di mare, con porto storico, quartiere di Vegueta da cui Cristoforo Colombo passò davvero, e una scena gastronomica più viva di quanto il turismo balneare lasci sospettare. Per chi vuole vacanza e città insieme — colazione in spiaggia, cena in un ristorante di pesce in centro — Gran Canaria è probabilmente la scelta più felice.

Sul cibo, peraltro, le due isole sono cugine strette: papas arrugadas con mojo rojo e mojo verde, gofio, pesce vieja, queso de flor, ropa vieja, vini di Tacoronte-Acentejo a Tenerife e di Bandama a Gran Canaria. Mangerete bene in entrambi i casi.

Quale scegliere, allora

Se è il primo viaggio alle Canarie e volete il pieno di natura spettacolare, andate a Tenerife: il Teide, Anaga, Masca e Garachico giustificano da soli la traversata. Se cercate spiagge bellissime, una città vera e un’isola più compatta da girare in pochi giorni, scegliete Gran Canaria. Se viaggiate con bambini piccoli e volete il minor numero di trasferimenti possibile, ancora Gran Canaria. Se siete escursionisti seri, di nuovo Tenerife. E se proprio non riuscite a decidere, sappiate che i traghetti tra le due isole partono più volte al giorno e impiegano due ore scarse: in molti, alla fine, fanno tutte e due.

Antonio Passaro, napoletano, classe 1989, laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Napoli. Cresciuto nel Sud Italia, ha trasformato la curiosità per il territorio e le sue contraddizioni in una cifra stilistica riconoscibile: i suoi testi uniscono rigore analitico e capacità narrativa, con un'attenzione particolare alle dinamiche economiche, culturali e sociali del Mezzogiorno. Appassionato di scrittura fin da giovane, considera il racconto giornalistico uno strumento di consapevolezza civica prima ancora che di informazione. Il mare — quello campano, con le sue luci e le sue complessità — è per lui fonte inesauribile di ispirazione e punto di riferimento identitario.