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S. Maria Capua Vetere - COA in impasse: Pannone scrive a Russo e chiede le dimissioni e il commissariamento - Prima Pagina Italiana Quotidiano On Line

Santa Maria Capua Vetere
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Caro avvocato Russo,

ho ricevuto la copia del verbale n. 3 della singolare seduta consiliare dell’11/2/2021 ove – in assenza di Emilia Borgia, Peppe Merola, Tiziana Ferraro, Marisa De quattro, Gianmarco Carozza,  Ugo Verrillo,  Peppe Gallo e mia – “constatato il mancato raggiungimento del numero legale dei presenti”, convochi per oggi una nuova riunione consiliare, invocando, peraltro, “l’urgenza e indefettibilità delle questioni amministrative contenute nell’odg che prevedono delibere da adottare entro termini perentori di scadenza”.

Ebbene, anche tale tua affermazione appare confermativa di una persistente situazione di negligenza del Coa, da te diretto.

Vale la pena ricordare che, solo negli ultimi giorni sono state presentate le dimissioni dal tuo (ex) segretario e dal tuo (ex) presidente, che –pur con la loro “onestà intellettuale, da te evocata,- hanno richiamato la “situazione drammatica” ovvero “i numerosi deliberati rimasti privi di efficacia” (v. nota dimissioni Palmirani del 23.1.21 n. 786).

Ebbene, vale pur evidenziare che proprio le continue mancanze delle riunioni consiliari (un tempo settimanali ed oramai sempre più diradate nel tempo) mettono in luce una  incapacità di gestione, anche delle semplici procedure ordinarie, evidenziando negligenza nell’accumulo e nei ritardi delle questioni da trattare.

Uno stato di cose che non mi meraviglia affatto!

Se sol si considera –a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo -  che un praticante che ha presentato domanda da ben quattro mesi non è stato ancora iscritto.

Insomma, se il segretario (ex) Palmirani (come del resto ha fatto il presidente –ex- Iaselli) ha deciso di “abbandonare la imbarcazione”, denunciando, tra le altre cose (ma così tardivamente), “i numerosi deliberati rimasti privi di efficacia”, “la situazione incresciosa in cui versavano e continuano a versare i vari uffici giudiziari del circondario” … le “modalità di azione o meglio di non azione” … la presenza di “una rappresentanza, nella sua maggioranza, sorda di fronte alle loro voci ed impermeabile a qualsiasi tentativo di operare” … tale  posizione mette in luce (e solo parzialmente) la incapacità di funzionamento del Consiglio.

Situazione che, è inutile ricordare,  corre indietro nel tempo, come da noi sempre rappresentato senza essere ascoltati (e basterebbe il semplice rinvio alla corposa documentazione agli atti dell’Ufficio che per completezza richiamiamo).

Ed infatti, già i semplici rilievi di Palmirani (assolutamente tardivi!) rimarcano e confermano, seppur parzialmente,  le ripetute denunce presentate e da noi formalizzate nel corso del tempo.

Per cui assolutamente pretestuoso appare oggi  il riferimento ad una “urgenza ed indefettibilità” delle  trascurate questioni amministrative, dopo aver scelto ed imposto la  comoda strada di saltuarie riunioni, lasciando da parte temi e gravosi problemi esistenti, omettendo di esaminare del tutto le continue osservazioni degli Avvocati”.