NAPOLI – (di Ivan Triunfo) La chiesa di S.Angelo a Nilo, si trova nel cuore del centro storico U.n.e.s.c.o. di Napoli.

E' ubicata in Piazzetta del Nilo, lungo la direttrice di Via Benedetto Croce, il decumano inferiore.
Siamo nel cuore della Neapolis greco-romana, in un luogo di culto del Dio Nilo, in un'epoca
quella del IV sec d.c. In cui nella città greca e poi romana, affluivano mercanti alessandrini.
La costruzione della chiesa è iniziata alla fine del XIV sec. e rimaneggiata nel XVIII sec
dal cardinale Brancacci. Il Sepolcro del Cardinale è un'opera di straordinaria importanza
del rinascimento italiano. Pur avendo un tradizionale impianto a baldacchino, di chiara reminiscenza tardo-gotica
 il monumento presenta sculture e rilievi che balzano agli occhi per loro modernità.
L'opera, in un primo momento collocata lungo una delle pareti della chiesa originaria ed ora visibile alla destra dell'altare maggiore, fu eseguita a Pisa tra il 1426 e il 1428 da DONATELLO ed altri maestri toscani come MICHELOZZO e altri minori e inviata a Napoli per mare.

Di Donatello, il pannello in rilievo "sticciato" (la sua famosa tecnica scultorea nell'epoca della nascita della prospettiva) che raffigura L'Assunzione, emblematico della nuova spazialità tipica del Rinascimento che va a sostituire la classica concezione lineare precedente e la testa del Brancacci.

 

Cosa significa per lei essere stato selezionato,dal curatore Gregorio Rossi, per la mostra “IL GRANDE CANALE DELLA PACE” che si terrà a Venezia dal 9 maggio?Significa poter contribuire a diffondere sempre e comunque l'idea della pace. L'arte  è una voce autorevole che non conosce ostacoli di lingua.

Qual è il suo messaggio artistico?

La mia è un'arte che scaturisce dall'anima. Cerco di trasmettere con i miei colori, le mie forme,  pace, serenità, a volte stupore, nel senso che molte volte cerco di dialogare con i miei antenati che via via diventano oracoli, idoli, statue immense che tornano dal passato, si offrono al mondo come luogo di rifugio. Senza mai trascurare le mie origini, le mie radici.

Come nasce un’idea?

L'idea non nasce nelle mie opere, a volte capisco che è già “stampata” sulla tavola dove dipingo, devo solo accendere la luce per illuminare le scene fantastiche.

 

 Che cosa è per lei l’ispirazione?

L'ispirazione è un senso di benessere che ad un tratto si propaga in tutto il mio essere; alzarmi a qualsiasi ora della notte e discutere in silenzio con i miei personaggi.

 In che circostanze vengono le idee migliori?

Dopo un riposo notturno, è nel completo silenzio.

Qual è la prova del nove  per capire se un’idea è valida oppure no?

La prova del 9 è stare davanti all'opera finita, guardarla e accorgermi di essere stato lì  per diverse ore, a volte addormentarmi davanti ad essa.

La metafisica è la corrente artistica che più mi intriga,  molte volte mi addormento guardando le foto delle opere di Bosch.

Tre idee creative che piacerebbero fossero venute  a lei?

Dipingere il mondo dell'aldilà come ha fatto Hieronymus Bosch.

Quando e come ha iniziato a vedesi come artista?

Mi sono visto come artista quando dopo aver dipinto un quadro sentivo la necessità  di farne subito un'altro, senza cambiare tema ma proseguendo il discorso precedente e così all'infinito, fino a  sembrare un manierista di me stesso. Mai ho pensato di cambiare, perchè solo dipingendo queste forme, con questi colori, sono convinto di essere sulla strada giusta, così come lo pensava Gesualdo Bufalino.

 

Perché la maggioranza degli artisti hanno delle personalità complesse?

 

Mi piacerebbe essere uno psichiatra per rispondere. La mia non lo è, vivo nella tranquillità assoluta, nella quiete delle campagna, amo molto gli animali e cerco di apparire il meno possibile.

 

Come si deve valutare un’opera artistica?

Non è importante quello che si fa, ma come si fa. Bisogna rendere le opere in un linguaggio universale, così si riconosce un'opera d'arte

L’artista deve reinventarsi ogni giorno?

No, deve essere come i bambini, imparare la propria lingua e parlarla per tutta la vita.

Qual è la sua opinione sulle sovvenzioni pubbliche all’arte?

Riguardo alle sovvenzioni pubbliche all'arte: io ne faccio sempre a meno, non busso mai a nessuna porta.

 Le dispiace doversi staccare da un pezzo che ha venduto?

No, anzi mi fa piacere sapere che quello che faccio piace e mi lusinga sapere che le mie opere abbelliscono la vita di altre persone.

Si compera l’opera   o si compera l’artista?

Si compera l Nel mio caso si compera l'opera.

C he ruolo hanno giocato nella sua traiettoria le figure del merciante, rappresentante, gallerista e intermedi in generale?

Nessun ruolo finora è stato giocato da queste figure.

 

Che cosa consiglierebbe a chi inizia?

 

Di non buttare mai la spugna, di essere onesti con se stessi.

 

Grazie Maestro!

 

 

NAPOLI  - (di Ivan Triunfo) La chiesa di San Giovanni a Carbonara è una vera perla di architettura gotica del centro storico di Napoli.

E' ubicata in Via Carbonara, in zona extra-moenia, vicino all'antica muraglia aragonese, sul lato orientale dela città
che conserva tra gli elementi più preziosi che si custodiscano in città.
Via Carbonara non è solo una strada ricca per lo più di palazzi ottocenteschi, innalzati durante i nuovi piani di Carlo di Borbone,
ma è anche un'area di grande attrazione turistica, forse fuori dai classici itinerari, ma che per l'importanza, la bellezza  e il prestigio
merita ampiamente una visita.
Il complesso di apre con un imponente doppia scalinata in Piperno disegnata dall'architetto Ferdinando Sanfelice nel 1707
famoso architetto che proprio in questi anni darà i migliori frutti a Napoli. Oltrepassato il cancello, si accede alla Barocca
Chiesa di Santa Sofia (il nome prende dal tracciato del Decumanus Superior  - Via Santa Sofia).
Sulla sinistra si accede nella chiesa di San Giovanni a Carbonara. Iniziata nel 1343, completata nel 1400 per volere del Re Ladislao,
famiglia Angioina, ampiliata e rimaneggiata successivamente nel XVIII secolo.
Danneggiata e in fase attualmente di restauro, la chiesa avrebbe bisogno di un intervento da parte della Sopraintendenza dei Beni Culturali.
La facciata è dominata da un portale gotico, la cui lunetta è stata affrescata da un pittore lombardo.
Navata rettangolare con aggiunte di varie cappelle, mostra ancora l'ossatura gotica, particolarmente nel Presbiterio.
Oltre ai dipinti, di grande importanza è il MONUMENTO FUNEBRE al Re Ladislao elevato dalla sorella Giovanna II che gli successe al trono;
è alto 18 metri, presenta cuspidi e archi trilobi gotici. Altro elemento prestigioso è la CAPPELLA CARACCIOLO DEL SOLE con meravigliose
decorazioi, imponente la cupola e uno straordinario pavimento a mattonelle maiolicate di stile toscano.

San Giovanni a Carbonara è un gioiello da tutelare, conservare e promuovere per una seria valorizzazione del Centro Storico U.n.e.s.c.o. di Napoli. 

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