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Antonia Luiso

Quanto avanzata può dirsi una società che ancora ristagna in una pozza di mediocri veti e discriminazioni? Vi si possono addurre le motivazioni più svariate, patetiche. Verranno a dirmi che si tratta di dogmi imprescindibili, che la tradizione vuole che così vadano le cose, dalla notte dei tempi. Sento già i moralisti che con fare retorico mi accuseranno di generalizzare senza conoscere, di venire irretita dal lato fenomenico delle cose. Ebbene, che si tratti del Muro del Pianto o della Curia di Roma, della caterva di soprusi o delle discriminazioni puntuali e quotidiane, che nessuno osi replicare! La Donna viene puntualmente, sistematicamente, nell’omertà generale, con connivenza unanime, sotto-considerata, bistrattata, offesa, alienata, giudicata, derisa. Imprigionare e privare della libertà un gruppo di Donne il cui imperdonabile crimine fu quello di volersi al pari dei diritti dell’uomo. Siamo veramente, ma veramente alla frutta. Mi pare d’aver sentito scuse inaudibili, chiamate: “ortodossi fondamentalisti tradizionalisti”. Per quello che mi riguarda, tentare di isolare la vergogna a una singola porzione di mondo, nel vano intento di salvare il resto, è improponibile. E lo dico essendone convinta e lottando contro tutti i miei principi di equo giudizio “sine ira et studio”, perché sono una Donna e vivo, purtroppo, ogni giorno della mia vita combattendo contro questa bigotta e antidiluviana concezione sociale. La vergogna non sta solo a Israele, allo stupratore seriale, all’uxoricida. La vergogna è ovunque. È nell’uomo medio che giustifica un abuso sessuale con la pestilenziale risposta: “lo ha provocato con quella maglia scollata!”. È nella Donna che subisce e non reagisce, per paura o perché educata secondo le istanze della femmina oggetto. È in quelle mortificanti campagne o “pubblicità progresso” in cui aitanti personal trainer si riempiono la bocca di belle parole, osando nel dire: “Donne, imparate a difendervi!” Mi domando, da tutta la vita, mi domando e dico: Perché insegnare alla Donne come difendersi? Insegnate agli uomini come rispettarle! Fate in modo che crescano uomini liberi, liberi dal pregiudizio, liberi da ataviche formae mentis, liberi dall’idea che il maschio alfa esista ancora, liberi dalla convinzione per cui donna è sinonimo di moglie, madre e niente altro. Liberi dalla paura di vedersi soverchiati, non esiste in un mondo sano alcun individuo che possa prevaricare sull’altro, liberi dall’omologazione, da ogni stereotipo lesivo dell’umana intelligenza, quel po’ che ne resta, liberi da ogni limite precostituito e disumano. Insegnate all’umanità come vivere: siamo messi male! “Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi, Signori, davanti a una Donna!” (W. Shakespeare – priva di fonte bibliografica)

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