Politica nazionale
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(Antonio Gaudiano) -

Sarà rimasto a dir poco deluso chi ieri sera si attendeva dalla trasmissione di Bruno Vespa un duello rusticano tra i due governatori della Campania Vincenzo De Luca e della Lombardia Attilio Fontana. Un dialogo pacato quello che si è svolto tra i due, che ha meravigliato anche Vespa.

Un dimesso Fontana, un pacato ma fermo De Luca, che in modo risoluto ha ribadito la posizione della Campania.

“Sono d’accordo con Attilio Fontana – ha detto De Luca - che dobbiamo aprire in tutta Italia, ma aprire non significa aprire allo stesso modo, perché ci sono regioni in cui non c’è nemmeno un focolaio di contagio, e regioni nelle quali il problema è ancora fortemente presente. Dobbiamo perlomeno limitare la mobilità alle regioni di appartenenza”.

E su questa dichiarazione almeno dalla mimica del governatore lombardo si è potuto notare un disappunto.

“Qualche settimana fa – ha continuato De Luca - si è determinato un problema serio per la Campania e per il sud quando si sono riversati nei nostri territori decine di migliaia di giovani. Abbiamo corso il rischio di un dilagare dell’epidemia. Non l’abbiamo avuta perché abbiamo messo in quarantena tutti quelli che abbiamo individuato. Abbiamo fatto un lavoro di prevenzione molto faticoso, che è riuscito. Il nostro problema oggi è che non succeda qualcosa del genere. Quindi il ‘rompete le righe’ significava questo: liberi tutti di andare in giro per l’Italia, dovunque e comunque. Questo sarebbe un atto di totale irresponsabilità”.

“Abbiamo assunto decisioni più rigorose – ha poi aggiunto il governatore campano – perché la Campania è la regione che ha la maggiore densità abitativa d’Italia e nella fascia costiera ha la maggiore densità abitativa d’Europa. Questa è l’unica regione nella quale non si può sbagliare, perché se si sbaglia viene un’ecatombe. Dobbiamo avviarci verso la vita ordinaria ma usando la ragione e non dicendo banalità. Nessuno vuole mettere i new jersey o i cavalli di frisia da nessuna parte. Si dice semplicemente che occorre una posizione di prudenza. Cominciamo a scongelare la situazione ma mantenendo dei controlli. Chi viene qui, ma questo vale anche per chi da Napoli va a Milano, e va in giro senza nessun motivo serio dev’essere bloccato, dev’essere sanzionato, almeno per alcune settimane”.

Quella relativa alla mobilità non necessaria, ha trovato d’accordo Fontana: “Noi siamo i primi – ha dichiarato - a voler rispettare queste regole perché siamo i primi che non vogliamo rivivere quella situazione drammatica. I primi che non si vogliono infettare sono i lombardi e a maggior ragione non vogliamo portare in giro il virus in altre regioni”.